SSN

I laboratori accreditati possono contribuire alla lotta al Covid

Screening Covid-19: il mancato coinvolgimento dei laboratori di analisi accreditati con il SSN è un’occasione persa

“I laboratori di analisi accreditati con il SSN rappresentano un presidio irrinunciabile nella lotta al Covid-19 in questa nuova fase dell’emergenza sanitaria caratterizzata dall’avvio della campagna di vaccinazione di massa. Per la loro presenza capillare sul territorio e per il patrimonio di competenze e strumentazioni nel campo della diagnostica di cui dispongono, i laboratori accreditati possono contribuire in maniera decisiva all’attività di diagnosi e tracciamento dei casi Covid, sgravando gli ospedali e la Medicina Territoriale dall’esecuzione dei tamponi per concentrare i propri sforzi organizzativi e di personale sulla vaccinazione anti-Covid-19”.

Lo dichiara Elisa Interlandi, Presidente Cidec Federazione Sanità, Sindacato che rappresenta oltre 600 strutture di laboratori di analisi accreditate con il SSN, che aggiunge: “Abbiamo constatato con stupore come il Governo abbia lasciato cadere inascoltati i nostri appelli per un pieno coinvolgimento dei laboratori di analisi accreditati nell’attività di diagnosi e tracciamento dei casi Covid, compresa la proposta di coinvolgere le strutture laboratoristiche nell’esecuzione dei tamponi antigenici rapidi insieme ai Medici di medicina generale e ai Pediatri di libera scelta, prevedendone l’inserimento tra i destinatari dell’articolo 75 del ‘DL Ristori’ e analoga norma inserita in Legge di Bilancio 2021”.

Le nostre strutture sono per loro stessa natura attrezzate e qualificate a svolgere attività di diagnosi e screening, non hanno dovuto organizzarsi né formarsi per adempiere a questo ruolo. Inoltre, la loro capillarità sul territorio garantisce la decentralizzazione dell’attività di tracciamento, riducendo gli assembramenti e agevolando il rispetto delle norme contenute nei DPCM anti-Covid che limitano la circolazione degli individui – prosegue Interlandi. Il mancato inserimento dei laboratori di analisi accreditati nella Rete di tracciamento Covid è stata un’occasione persa per il Paese. Ma il nostro contributo può essere ancor più determinante in questa fase, in vista dell’imminente disponibilità di vaccini Covid che potranno essere somministrati anche al di fuori del contesto ospedaliero. A tal fine, confermiamo la nostra piena disponibilità a supportare il SSN nelle attività di diagnosi di Covid-19 che ci è consona, liberando i medici territoriali dall’onere di un’attività gravosa, consentendo loro di intensificare le operazioni di vaccinazione per raggiungere nel minor tempo possibile gli obiettivi di copertura auspicati”.

Covid-19, la fragilità negletta dei nostri anziani ha mandato in tilt il sistema

La pandemia, gli anziani e la difficoltà del suo sistema sanitario e assistenziale a farsene carico in maniera adeguata

Ci è voluto il Covid per ricordarci che con quasi 14 milioni di anziani over-65 (di cui 5 milioni e mezzo affetti da almeno tre malattie croniche e 4 milioni con disabilità gravi), la multimorbilità e la fragilità sono la vera sfida per il Paese. Sfida che impone, oggi, un cambio di passo.

“Il Covid è stato un naturale stress-test del nostro sistema sanitario, del quale ha mostrato le fragilità sul territorio e una certa resilienza all’interno dell’ospedale – commenta il prof. Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva e componente del Comitato tecnico-scientifico. Di medicina territoriale si parla già da tempo, ora è arrivato il momento di dotare l’assistenza primaria di strumenti concreti e chiare direttive organizzative, e le risorse in arrivo dall’Europa sono un’occasione da non sprecare”.

Due sono le direttrici lungo le quali procedere: da un lato la riorganizzazione e il potenziamento dell’offerta dei servizi territoriali, a partire dalle cure domiciliari, dall’altro l’utilizzo di strumenti di valutazione standardizzati per riconoscere, misurare e trattare la fragilità. Due importanti novità in tal senso sono rappresentate dall’Indice della fragilità in Medicina Generale e dall’Indicatore sintetico di aderenza  (strettamente correlato al fenomeno della politerapia – il 14% degli anziani assume 10 o più farmaci al giorno), presentati  nel corso della quinta edizione degli “Stati Generali dell’assistenza a lungo termine”, la due giorni di approfondimento e confronto sulla Long-Term Care organizzata da Italia Longeva, che ha preso il via oggi in edizione virtuale.

Per capire che la long-term care, l’assistenza territoriale, non abbia retto dinanzi alla pandemia, basta guardare all’offerta di servizi di assistenza domiciliare (ADI) e residenzialità assistita (RSA), che nel 2019 è rimasta pressoché immutata rispetto all’anno precedente. Assistenza carente, a fronte di un aumento dell’assistenza informale, cioè ad opera di caregiver non professionali, che in Italia è svolta per circa il 70% dagli immigrati. A rivelarlo è l’Indagine di Italia Longeva Anno 2020: stress-test della long-term care, curata da Davide Vetrano, ricercatore al Karolinska Institutet di Stoccolma e consulente scientifico di Italia Longeva, in collaborazione con la Direzione Generale della Programmazione sanitaria del Ministero della salute e l’Istituto Superiore di Sanità.

Secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2019 il 2,4% degli anziani over-65 è stato assistito in RSA (329mila persone, il 91% con più di 75 anni) e 2,8 anziani su 100 (378mila persone) hanno ricevuto cure a domicilio, meno di un terzo rispetto ai valori europei che si attestano intorno all’8-10%, e con forti divari regionali. Più confortante è il quadro relativo all’offerta di cure palliative ai malati oncologici. Ne 2019, ne hanno beneficiato circa 50mila pazienti (il 29,7% del totale), che sono stati assistiti dalla rete delle cure palliative presso il domicilio o in hospice (+5,3% rispetto al 2017).

Oggi la grande urgenza, e priorità di investimento, è mettere il sistema sanitario nelle condizioni di curare il maggior numero di anziani a casaaggiunge il prof. Bernabei. Ma l’assistenza domiciliare non è una cosa che si improvvisa, bisogna saperla fare, avere competenze articolate, capacità di valutazione dei bisogni e di intervento sul paziente. E richiede tecnologie, strumenti di valutazione del bisogno precisi e standardizzati. La priorità è innanzitutto definire chi la fa e come si fa. Usiamo le risorse del Recovery Fund per costruire un modello di assistenza domiciliare efficiente e moderno, per non farci trovare impreparati quando arriverà la prossima pandemia, un’ondata di calore o qualsiasi altro tipo di emergenza con un impatto sulle fragilità”.

Se l’obiettivo è affrontare la complessità e non la singola patologia, allora la priorità è riuscire a tracciare l’identikit di ogni paziente fragile multi-morbido. La buona notizia – come riporta l’approfondimento monotematico su “multimorbilità e fragilità” contenuto nell’Indagine di Italia Longeva – è che i medici di famiglia potranno avvalersi di uno strumento per misurare la fragilità nei loro assistiti, messo a punto dalla Società Italiana di Medicina Generale, in collaborazione con Italia Longeva e con il Karolinska Institutet di Stoccolma. L’indice della fragilità si basa su un algoritmo informatico che, analizzando la combinazione di “25 deficit predefiniti” (malattie croniche, limitazioni funzionali, assunzione di un elevato numero di farmaci, vulnerabilità sociale, ecc.), riesce a prevedere, ad esempio, chi è a rischio di cadute, di sarcopenia, di sviluppare demenza e disabilità, fino alla predizione accurata del rischio di ospedalizzazione e decesso.

Va organizzata una filiera assistenziale per la presa in carico dell’anziano centrata sulla misurazione della fragilità – commenta ancora il Presidente Bernabeida parte del medico di medicina generale, che deve valutare il livello di fragilità dei suoi assistiti; da parte dell’ospedale che, sin dall’arrivo in Pronto Soccorso, deve inquadrare il livello di fragilità del paziente per agevolare il buon funzionamento della macchina della continuità assistenziale al momento delle dimissioni. Ancora, conoscere la distribuzione dell’indice di fragilità dei residenti di una RSA può aiutare a stimare in anticipo il carico assistenziale richiesto e le risorse da mettere in campo. L’informatizzazione di queste valutazioni e la loro accessibilità sono un elemento imprescindibile per migliorare i processi e per realizzare una long-term care di qualità”.

Se dal punto di vista assistenziale è importante ripensare alcuni settori del sistema sanitario che si sono rivelati ‘fragili’ con la pandemia, a partire dalle RSA, per migliorare la governance della long-term care è necessario dare una risposta efficace e sostenibile anche al tema della (mancata) aderenza alla terapia, strettamente correlata all’aumento della multimorbilità e della politerapia (l’utilizzo di 5 o più farmaci), che comporta un maggior rischio per i pazienti di complicanze e ricoveri, e un aumento significativo dei costi sanitari.

Va in questa direzione la proposta di Italia Longeva di un Indicatore sintetico di aderenza, da inserire tra gli indicatori monitorizzati nel Nuovo Sistema di Garanzia dei LEA, quale strategia standardizzata di misurazione dell’aderenza in tutto il Paese. Ad oggi, infatti, il tema dell’aderenza è assente tra i criteri da rispettare per garantire l’adempimento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), venendo così a mancare un meccanismo che incentivi le Regioni e le Aziende sanitarie a mettere in atto interventi mirati per promuovere una maggiore aderenza, fattore determinante per raggiungere migliori outcome di salute nella popolazione e ridurre i costi a carico del SSN.

Le strutture sanitarie impegnate nel contrastare il Coronavirus

In quanto componente del SSN, tutte le strutture di diritto privato associate garantiscono il proprio contributo alla gestione della diffusione del contagio

L’Associazione Italiana dell’Ospedalità Privata sta seguendo, con massima attenzione, l’evolversi dell’emergenza sanitaria del Coronavirus, che ha colpito il nostro Paese. In quanto componente del SSN tutte le strutture di diritto privato associate, garantiscono il proprio contributo alla gestione della diffusione del contagio da CODIV-19.

Al cospetto di siffatta situazione, anche le nostre strutture sono state chiamate ad un ruolo di grandissima responsabilità e a porre in essere una serie di provvedimenti per far sì che si possa fronteggiare la diffusione del Coronavirus, garantendo le migliori condizioni possibili di sicurezza e tutela ai degenti, alle migliaia di operatori sanitari e ai cittadini”. Lo ha dichiarato il Presidente nazionale Aiop, Barbara Cittadini.

Con pieno senso di responsabilità e di unità di impegno, anche i nostri ospedali sono a disposizione per assicurare la migliore e la più efficace risposta a tutela della salute dei cittadini, attuando scrupolosamente le direttive nazionali e regionali, che sono state emanate dalle autorità. Oltre a tutte le misure già adottate nelle nostre strutture per la lotta alle infezioni ospedaliere, sono state assunte ulteriori precauzioni per i pazienti e per le migliaia di operatori sanitari che, quotidianamente, con dedizione e professionalità, sono al servizio” ha precisato il Presidente Barbara Cittadini.

Allo stato attuale, – ha concluso il Presidente Cittadiniil primo infetto da Coronavirus è ricoverato nel capoluogo lombardo presso una struttura sanitaria di diritto privato, associata Aiop, che sta operando in piena sinergia con il Ministero e la Regione per garantire una risposta efficace e tempestiva più che mai, in questo particolare momento di crisi emergenziale”.

AIOP-ARIS: “Mai messo in discussione il rinnovo del contratto”

I presidenti di AIOP e ARIS, Cittadini e Bebber, ritengono non vi possano essere ulteriori indugi nella ripresa della trattativa

Il rinnovo del contratto nazionale del personale non medico, che opera nella componente di diritto privato del SSN è, da sempre, un’assoluta priorità per AIOP e ARIS, e non è mai stato messo in discussione, nel rispetto dei legittimi interessi delle parti.

All’improvvisa interruzione delle trattative, avvenuta all’inizio della scorsa settimana, hanno fatto seguito immediati contatti, avviati dai Presidenti Nazionali, Barbara Cittadini e Virginio Bebber, con tutti gli Interlocutori istituzionali, che hanno ribadito l’assoluta volontà di rispettare gli impegni assunti.

Il Ministro Roberto Speranza, in una nota diramata venerdì u.s., ha ricordato le modifiche apportate alla legge di bilancio e l’accordo raggiunto il 12 novembre scorso “per la sottoscrizione del nuovo contratto del comparto della sanità privata. Un dovere istituzionale a tutela del diritto dei lavoratori dopo 13 anni di blocco contrattuale”. Speranza ha, quindi, auspicato “una rapida ripresa del tavolo delle trattative in attuazione dell’accordo già raggiunto e sottoscritto”.

Mentre il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ha rilevato che “Ad oggi non mi sembra che sia cambiato il contesto e continuano quindi a sussistere le condizioni per siglare il contratto anche perché l’impegno delle Regioni è confermato. Auspico che possa essere scongiurata la mobilitazione in corso con una rapida riapertura del tavolo delle trattative e si arrivi al più presto alla chiusura della vertenza”.

Preso atto di queste ulteriori dichiarazioni di conferma del quadro istituzionale, che aveva creato i presupposti per la definizione di una trattativa, che tenesse nella doverosa considerazione le legittime aspettative dei lavoratori e delle Strutture sanitarie, AIOP e ARIS ritengono non vi possano essere ulteriori indugi nella ripresa della trattativa.

Il Comitato Esecutivo dell’AIOP, riunito oggi, nel ribadire la piena determinazione a proseguire il confronto con i Sindacati, ha conferito alla Presidente Nazionale, Barbara Cittadini, e all’ufficio di Presidenza il mandato a gestire, direttamente, la ripresa del negoziato, per addivenire in tempi brevi a una positiva conclusione dello stesso.

EG, azeinda del Gruppo STADA, continua a investire in Italia

Tra le prime 5 aziende nel settore dei farmaci generici, EG è la realtà a più rapida crescita in Italia in questo segmento di mercato

Il Gruppo STADA, produttore mondiale di farmaci generici e prodotti farmaceutici di automedicazione, continua a investire in Italia per realizzare la propria mission di mettere a disposizione dei pazienti farmaci di alta qualità e accessibili. Proprio per sottolineare il ruolo strategico dell’Italia, tra i mercati più importanti in Europa, i 100 top manager del Gruppo si sono riuniti a Roma per il Global Leadership Meeting 2020.

Presente in Italia con l’azienda EG, fondata 22 anni fa, STADA è diventato uno dei principali player del settore farmaceutico, e l’Italia rappresenta uno dei cinque mercati più importanti del Gruppo. Per supportare la sua crescita continua in Italia, negli ultimi due anni EG ha assunto circa 100 persone nella forza vendita, per un totale di quasi 400 persone impiegate da EG in Italia, con previsione di ulteriore crescita.

L’Italia è nel mio cuore”, commenta Peter Goldschmidt, CEO del Gruppo STADA. “Ci sono grandi opportunità di promuovere un maggiore accesso a farmaci di alta qualità e sostenibili per i pazienti italiani. EG punta a una crescita a doppia cifra nel 2020”.

Posizionandosi tra le prime 5 aziende nel settore dei farmaci generici e come la realtà a più rapida crescita in Italia in questo segmento di mercato, EG concorre in maniera determinante a rendere accessibili farmaci di alta qualità, contribuendo alla sostenibilità del sistema. Nel 2019, EG STADA ha distribuito in Italia oltre 70 milioni di confezioni di prodotti farmaceutici”, dichiara Salvatore Butti, General Manager di EG, in carica da settembre 2019.

Attraverso la filiale EG, STADA contribuisce a ridurre la spesa farmaceutica in Italia. Nei primi nove mesi del 2019, i farmaci generici hanno assorbito il 22,3% del mercato a volumi, quasi un terzo rispetto alla media europea del 67%, secondo quanto rilevato da Assogenerici su dati IQVIA.

Il contributo di EG al contenimento della spesa farmaceutica e alla sostenibilità del SSN va oltre i farmaci generici. L’Azienda distribuisce anche farmaci biosimilari, farmaci per l’uso specialistico e prodotti farmaceutici di automedicazione, destinati sia alle farmacie, sia agli ospedali di tutta Italia.

Gli investimenti, come quelli realizzati in Italia per il potenziamento della forza vendita, supportano un portfolio in rapida crescita, che include il farmaco anti-tumorale Bortezomib, recentemente lanciato dal Gruppo in 14 Paesi europei. Questa terapia innovativa, in soluzione iniettabile pronta all’uso, ha rappresentato uno dei lanci di prodotto più significativi nella storia di STADA.

Al fine di assicurare ai pazienti di tutto il mondo l’accesso a farmaci di alta qualità, efficaci ed economicamente sostenibili, il Gruppo STADA sta rafforzando il proprio posizionamento come partner di valore per collaborazioni strategiche. Ne è un esempio il recente accordo con la società specialistica biofarmaceutica Alvotech per la commercializzazione di farmaci biosimilari essenziali a partire dal 2025.

Nel corso del 2019, STADA ha investito circa 1 miliardo di euro per espandere i servizi offerti ai pazienti e alla classe medica, anche mediante l’acquisizione di importanti marchi e aziende nel Regno Unito, in Europa Centro-Orientale, Russia e Ucraina.

Il CEO di STADA, Peter Goldschmidt, ritiene che il Gruppo abbia intrapreso la giusta strada per affermare la sua nuova vision. “Siamo il partner di riferimento per il business nel mercato dei farmaci generici e consumer healthcare in tutto il mondo.” Goldschmidt e il suo team sono impegnati a promuovere i valori di Agilità, Spirito imprenditoriale, Integrità e Coesione (One STADA): i quattro valori alla base di una cultura di crescita globale per tutti i dipendenti.

STADA impiega oltre 11mila dipendenti su scala mondiale e distribuisce i propri prodotti in circa 120 Paesi. Il business del Gruppo si concentra in Europa e nei mercati emergenti del Medio Oriente e Nord Africa, Cina e Vietnam.

Fondato da alcuni farmacisti tedeschi 125 anni fa, STADA è un gruppo farmaceutico globale, la cui attività si concentra su due pilastri principali: farmaci generici e prodotti farmaceutici consumer. L’obiettivo del Gruppo è prendersi cura della salute delle persone e posizionarsi come un partner affidabile. Con un incremento delle vendite rettificate pari all‘11% nel primo semestre del 2019, e un incremento dell‘EBITDA rettificato del 13%, STADA ha fatto registrare una performance molto positiva, superiore alla media del comparto industriale.

Nell’anno finanziario 2018, il Gruppo ha totalizzato vendite rettificate pari a 2.330,8 milioni di euro e un margine operativo lordo (EBITDA) rettificato di 503,5 milioni di euro. Sono attesi risultati di ulteriore crescita per il 2019, che saranno resi noti nel mese di marzo 2020.

Cittadini: Forti segnali di responsabilità e passi avanti dall’AIOP

La componente di diritto privato del SSN ha confermato la volontà di definire l’intesa per il rinnovo del contratto del personale non medico della sanità privata

Volontà di addivenire al rinnovo del CCNL del personale non medico nel rispetto degli accordi e dei risultati già raggiunti con le Istituzioni e le Organizzazioni sindacali. È quanto ha stabilito oggi l’Assemblea generale di AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata), convocata a Roma proprio per esprimersi sul tema del rinnovo del CCNL.

“La componente di diritto privato del SSN, rappresentata da Aiop, con unità di intenti e grande senso di responsabilità, ha confermato quest’oggi la volontà di definire, in tempi rapidi, l’intesa per il rinnovo del contratto del personale non medico della sanità privata, rispettando gli accordi intervenuti in questi mesi con il Governo, la Conferenza delle Regioni e le Organizzazioni sindacali di categoria”, afferma Barbara Cittadini, Presidente nazionale AIOP, a margine dell’Assemblea generale.

Cittadini, quindi, precisa: “Nel giorno nel quale l’Assemblea di Aiop ha, formalmente, manifestato la volontà di addivenire a un rinnovo del contratto, Aiop chiede che tutte le Regioni, anche quelle che, ad oggi, non hanno siglato alcuna intesa preliminare con le Organizzazioni sindacali e le Associazioni datoriali, diano seguito all’impegno assunto, immettendo nel sistema risorse reali, necessarie alla copertura degli oneri derivanti dal rinnovo contrattuale, escludendo che l’incremento del budget sia condizione sufficiente, in quanto lo stesso è gravato da costi che di fatto, non consentirebbero la reale copertura del 50% garantita dalla Conferenza delle Regioni”.

La Presidente di AIOP, inoltre, aggiunge: “La disponibilità di risorse aggiuntive costituisce un presupposto indispensabile per le strutture sanitarie di diritto privato del SSN che, in questo modo, assumendosi il gravoso onere del rinnovo contrattuale, saranno in grado di definire una conclusione dell’accordo, tributando il giusto riconoscimento agli oltre centomila operatori di personale non medico, che ogni giorno contribuiscono in modo determinante ad erogare prestazioni e servizi al SSN, e che da troppo tempo aspettano questo rinnovo”.

Cinzia Falasco Volpin è il nuovo General Manager di Zentiva Italia

Zentiva Italia annuncia la nomina di Cinzia Falasco Volpin a General Manager

Cinzia Falasco Volpin vanta una lunga esperienza lavorativa, durante la quale ha ricoperto diversi ruoli chiave come Chief Finance Officer e Board Member in aziende quali Apple, Autogrill e, negli ultimi 11 anni, nell’industria farmaceutica.

Durante la sua precedente esperienza come Amministratore Delegato di Mylan Italia, ha contribuito a rendere l’azienda tra i leader di mercato nel settore dei farmaci equivalenti. Ha gestito, inoltre, l’integrazione di due importanti società nel settore farmaceutico, posizionando Mylan tra le prime aziende nel primary care, nelle principali aree terapeutiche quali Cardiologia, CNS, Dermatologia, Ginecologia e OTC – Consumer Health.

La nomina arriva a un anno dall’acquisizione di Advent International, in un momento cruciale in cui Zentiva Italia si pone ambiziosi obiettivi di consolidamento e di sviluppo del business per diventare un punto di riferimento per la salute del cittadino e leader nell’ambito del primary care.

Nei prossimi mesi Zentiva proseguirà il suo percorso di crescita, proponendo nuove attività e progetti differenzianti, servizi di customer engagement e ampliando il proprio portfolio di prodotti: tutto questo in linea con la qualità e l’innovazione, valori che da sempre contraddistinguono l’operato dell’azienda, impegnata a garantire il diritto alla salute, offrendo farmaci sicuri ed efficaci, collaborando alla sostenibilità del SSN e affermandosi come un partner affidabile per i farmacisti e per tutti gli operatori del settore sanitario.

Zentiva è lieta di dare il proprio benvenuto alla nuova General Manager. Siamo certi che la visione strategica di Cinzia Falasco Volpin, unitamente alla sua professionalità e alla comprovata esperienza, contribuirà al consolidamento di un modello di business incentrato sullo sviluppo e posizionamento dell’azienda nel mercato italiano.

Fondamentale finanziare in modo adeguato il SSN

Il SSN va sostenuto, anche e soprattutto finanziariamente, perché si tratta di un elemento fondamentale per la tenuta del sistema economico italiano

“Quanto emerge dal Rapporto Sanità del Consorzio Crea Sanità dell’Università di Roma Tor Vergata, presentato oggi alla Camera dei deputati, conferma quanto Aiop denuncia da tempo: il SSN va sostenuto, anche e soprattutto finanziariamente, perché si tratta di un elemento fondamentale per la tenuta del sistema economico e sociale del nostro Paese, al quale non si può rinunciare”. Così Barbara Cittadini, Presidente Nazionale AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata), commenta i dati resi noti oggi sullo stato del SSN e sull’abbandono delle cure da parte delle famiglie.

Cittadini, quindi, aggiunge: “Non è ammissibile, in uno Stato moderno e civile come l’Italia, che si debba rinunciare a curarsi per problematiche finanziarie. Così come non è ammissibile avere una sanità che registra inaccettabili differenze, a volte macroscopiche, nell’erogazione delle prestazioni nei diversi territori”.

La Presidente di Aiop, che raccoglie le strutture di diritto privato che fanno parte del SSN, precisa quindi: “Da parte nostra c’è la disponibilità a garantire un responsabile contributo affinché il nostro SSN possa essere in grado di dare una risposta puntuale, efficace ed efficiente alla domanda di salute della popolazione. Noi siamo una componente del SSN che si mette a disposizione del proprio Paese”.

Presentato il primo bilancio sociale delle strutture ospedaliere Aiop

La componente di diritto privato rappresentata da Aiop si conferma una protagonista fondamentale del Servizio sanitario nazionale

Una grande sostenibilità sociale, una forte sostenibilità economico-finanziaria, una chiara sensibilità ambientale sono gli aspetti che accomunano le imprese sanitarie di diritto privato del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), che hanno un compito complesso e insostituibile: garantire una risposta puntuale, efficiente, efficace e di qualità alla domanda di salute dei cittadini e, nel garantire una funzione sociale essenziale, non possono prescindere dal rispetto dei vincoli di buona gestione economica e finanziaria.

A scattare questa fotografia è il 1° Bilancio sociale aggregato delle strutture ospedaliere associate, realizzato da BDO Italia S.p.A. per Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata), e presentato oggi all’Auditorium dell’Ara Pacis a Roma.

Con oltre 500 strutture presenti sul territorio nazionale, la componente di diritto privato rappresentata da Aiop si conferma così non soltanto una protagonista fondamentale del Servizio sanitario nazionale ma, anche, una risorsa indispensabile per la crescita economica e del benessere sociale del Paese.

Grazie all’indagine, alla quale hanno aderito l’82% dei posti letto accreditati associati, emergono le capacità e potenzialità delle strutture sanitarie di essere centri di produzione di ricchezza, ma anche di benessere e di prosperità sociale e culturale.

Il Bilancio sociale è una sfida per comunicare sempre di più e sempre meglio chi siamo, cosa facciamo e come lo realizziamo, consapevoli della nostra storia, responsabilmente consapevoli di essere imprenditori in un Sistema sanitario complesso e in continuo mutamento, consci di lavorare per un Paese con il quale desideriamo coltivare un rapporto che ci consenta di essere valutati come attori attenti e sensibili alle esigenze del contesto nel quale operiamo”, afferma Barbara Cittadini, Presidente nazionale AIOP.

Il Bilancio sociale aggregato è uno straordinario strumento per comprendere lo stato di salute della componente di diritto privato del nostro sistema sanitario – dichiara Carlo Luison, Sustainable Innovation Leader BDO Italia SpA – complementare e necessaria a dare massima risposta al bisogno di salute nazionale. Il lavoro conferma il contributo che l’ospedalità di diritto privato apporta al SSN, al quale garantisce il 28,4% delle giornate di degenza e il 26,5% delle prestazioni, a fronte di un’incidenza sulla spesa ospedaliera pubblica complessiva soltanto del 13,5%”.

Il Bilancio sociale Aiop indica quanto non emerge, chiaramente, dalla semplice rendicontazione economica dell’attività aziendale, evidenziando quattro grandi aree nelle quali le strutture sanitarie hanno raggiunto risultati importanti:

–      la definizione di una precisa e riconoscibile “identità associativa d’impresa”: con i suoi valori, la mission e la governance, nonché il contesto socio-sanitario italiano di riferimento;

–      la precisazione della “sostenibilità economica globale” delle strutture e del settore, che rende evidente l’effetto economico che le attività svolte producono nei confronti degli stakeholder e sul territorio;

–      il racconto della “sostenibilità sociale” dell’attività, che descrive le interazioni che le strutture associate hanno, quotidianamente, con gli utenti, gli altri soggetti istituzionali e la collettività;

–      la grande attenzione alla “sostenibilità ambientale”, che analizza l’impatto che le attività delle strutture generano sull’ambiente, evidenziando il loro impegno per la tutela e la salvaguardia del territorio.

Sostenibilità sociale
Sono 70mila gli addetti delle strutture associate Aiop, tra medici (12mila), infermieri e tecnici (26mila) e operatori socio-sanitari (32mila), in crescita del 7,6% negli ultimi cinque anni. Un aumento di risorse umane al quale corrisponde una maggiore qualificazione professionale, dovuta alla costante attenzione alla ricerca ed all’innovazione. Altri aspetti di rilievo sono la forte presenza della componente femminile (70% del personale) e la provenienza locale (il 76% risiede nella provincia in cui lavora), elemento, quest’ultimo, che rileva la capacità delle strutture di diritto privato di creare occupazione in maniera capillare, generando valore per il contesto nel quale operano.

Sostenibilità economico-finanziaria
L’attività sanitaria delle strutture Aiop rappresenta un motore per l’economia locale – e, quindi, per la crescita del Paese – non soltanto per le ricadute occupazionali dirette, ma, altresì, perché attiva un indotto ampio e variegato: il 56% del valore della produzione (4,4 miliardi di euro) viene distribuito tra circa 67mila fornitori di beni e servizi (indotto diretto), per lo più piccole e medie imprese locali, il 45% delle quali ha sede nella stessa regione della struttura. Considerando, anche, l’indotto indiretto (attività alberghiera connessa al turismo sanitario, trasporti, ecc.), è stato stimato un effetto moltiplicatore di 1,57, vale a dire che mille euro stanziati per la sanità si traducono in 1.570 euro immessi nel sistema, arrivando a generare un indotto economico complessivo di 6,83 miliardi di euro.

Sostenibilità ambientale
Il Bilancio sociale evidenzia un crescente impegno dell’ospedalità di diritto privato a ridurre l’impatto ambientale: il 61% delle strutture ha intrapreso iniziative di sostenibilità energetica, il 48% ha messo in atto azioni per migliorare la gestione dei rifiuti, il 27% degli ospedali di diritto privato ha ridotto le emissioni di CO2. Un terzo delle strutture è, inoltre, impegnato nella tutela delle aree verdi.

Ampiamente diffusa è l’adozione di sistemi di gestione per il controllo della qualità, della sicurezza e dell’ambiente: oltre il 60% delle aziende è certificato ISO 9001, il 70% è in possesso del modello organizzativo 231, oltre l’80% ha un sistema di Risk management e formazione sull’anticorruzione.

Se il nostro Servizio Sanitario Nazionale è un elemento di civiltà, del quale dobbiamo essere fieri e orgogliosi, così come dobbiamo essere fieri e orgogliosi del nostro Paese, lo dobbiamo, anche, al lavoro quotidiano della componente privata del SSN. Un lavoro che non si limita ad una corretta gestione d’impresa ma, invece, si amplia ad una presenza sul territorio delle nostre strutture come attori sociali essenziali, oltre che come soggetti in grado di garantire servizi sanitari di elevata professionalità, possibilità di lavoro qualificato, attenzione agli aspetti ambientali. L’auspicio è che questo modello virtuoso di assistenza sanitaria, che vede protagoniste le strutture sanitarie di diritto privato insieme alla componente pubblica, possa essere sempre più riconosciuto e supportato da politiche adeguate, costituendo uno straordinario volano per l’economia e un generatore di benessere sociale e culturale per il nostro Paese”, conclude la Presidente Cittadini.

Influenza, da lunedì 28 ottobre in Lombardia il via alle vaccinazioni

Già prenotate 900.000 dosi del vaccino contro l’influenza. Semplificato l’iter per l’approvvigionamento, da oggi i medici possono rifornirsi in farmacia

Da lunedì, 28 ottobre, in Lombardia, è possibile sottoporsi alla vaccinazione antifluenzale. Importanti novità riguardano la ‘campagna antinfluenzale 2019/20’ presentata dall’assessore al Welfare, Giulio Gallera con il presidente di Federfarma Lombardia, Annarosa Racca.

SEMPLIFICATO ITER PER L’APPROVVIGIONAMENTO
Vogliamo che il maggior numero dei nostri concittadini over 65, auspicabilmente tutti – ha detto Gallerapossa vaccinarsi. Per questo, grazie alla collaborazione di Federfarma Lombardia, abbiamo semplificato l’iter che dovranno seguire i medici di medicina generale per approvvigionarsi. Da oggi, infatti, possono prenotare i sieri e andare a ritirarli più volte presso la loro farmacia di riferimento“.

FARMACIE PARTNER STRATEGICHE
Le farmacie – ha aggiunto Gallera – sono partner strategiche. Se prima il medico doveva andare alle Ats a recuperare i vaccini e poi li doveva tenere nel proprio studio, oggi non è più così“.

NUMERI CONFERMANO VALIDITÀ NUOVO SISTEMA
Ad oggi sono 5.185 i Medici di medicina generale che hanno già prenotato nel sistema informativo di gestione la distribuzione dei vaccini per un totale di 900.000 vaccini influenzali e oltre 80.000 pneumococcici.

RACCA: L’IMPORTANZA DELLA PROSSIMITÀ
Siamo davvero soddisfatti di questo accordo con la Regione Lombardia – ha aggiunto Annarosa Raccaper la distribuzione in farmacia delle dosi di vaccino antinfluenzale. Il nostro supporto evidenzia in particolare l’importanza della prossimità per l’efficacia di tutti gli interventi di prevenzione. Per questo, affiancare il nostro Sistema Sanitario Regionale nell’implementazione di una strategia preventiva imprescindibile, qual è appunto la vaccinazione antinfluenzale, valorizza proprio una delle principali caratteristiche della farmacia, che con la propria accessibilità e professionalità si conferma un fondamentale presidio sanitario sul territorio“.

LE INDICAZIONE DELL’OMS
L’Organizzazione Mondiale della Sanità indica quale obiettivo primario della vaccinazione antinfluenzale la prevenzione delle forme gravi e complicate di influenza e la riduzione della mortalità prematura in gruppi ad aumentato rischio di malattia grave.

LE GRATUITÀ
Sulla base di tali indicazioni le persone alle quali viene raccomandata ed offerta gratuitamente la vaccinazione sono:

– Soggetti di età pari o superiore a 65 anni.
– Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi ed adulti
– Affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza
– Donne in gravidanza – Lungodegenti
– Medici e personale sanitario di assistenza.
– Familiari e contatti di soggetti ad alto rischio

INFLUENZA, COSTI ELEVATISSIMI PER LA SANITÀ PUBBLICA
Ogni anno l’influenza determina elevati costi a carico della comunità, sia in termini di spesa sanitaria (farmaceutica e ospedaliera) che di costi sociali, per le assenze dal lavoro per cure proprie e dei familiari. Inoltre il ricorso all’ospedalizzazione per il trattamento di forme influenzali, anche non complicate, soprattutto in persone anziane comporta serie ripercussioni sulla ricettività dei reparti ospedalieri con possibili disfunzioni operative.

IL MONITORAGGIO DELL’ANDAMENTO DEI CASI
Con la collaborazione di circa 100 Medici di medicina generale e dei Pediatri di libera scelta, da ottobre a marzo, è monitorato l’andamento dei casi di influenza attraverso il sistema di sorveglianza Influnews.

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