Healthcare

I laboratori accreditati possono contribuire alla lotta al Covid

Screening Covid-19: il mancato coinvolgimento dei laboratori di analisi accreditati con il SSN è un’occasione persa

“I laboratori di analisi accreditati con il SSN rappresentano un presidio irrinunciabile nella lotta al Covid-19 in questa nuova fase dell’emergenza sanitaria caratterizzata dall’avvio della campagna di vaccinazione di massa. Per la loro presenza capillare sul territorio e per il patrimonio di competenze e strumentazioni nel campo della diagnostica di cui dispongono, i laboratori accreditati possono contribuire in maniera decisiva all’attività di diagnosi e tracciamento dei casi Covid, sgravando gli ospedali e la Medicina Territoriale dall’esecuzione dei tamponi per concentrare i propri sforzi organizzativi e di personale sulla vaccinazione anti-Covid-19”.

Lo dichiara Elisa Interlandi, Presidente Cidec Federazione Sanità, Sindacato che rappresenta oltre 600 strutture di laboratori di analisi accreditate con il SSN, che aggiunge: “Abbiamo constatato con stupore come il Governo abbia lasciato cadere inascoltati i nostri appelli per un pieno coinvolgimento dei laboratori di analisi accreditati nell’attività di diagnosi e tracciamento dei casi Covid, compresa la proposta di coinvolgere le strutture laboratoristiche nell’esecuzione dei tamponi antigenici rapidi insieme ai Medici di medicina generale e ai Pediatri di libera scelta, prevedendone l’inserimento tra i destinatari dell’articolo 75 del ‘DL Ristori’ e analoga norma inserita in Legge di Bilancio 2021”.

Le nostre strutture sono per loro stessa natura attrezzate e qualificate a svolgere attività di diagnosi e screening, non hanno dovuto organizzarsi né formarsi per adempiere a questo ruolo. Inoltre, la loro capillarità sul territorio garantisce la decentralizzazione dell’attività di tracciamento, riducendo gli assembramenti e agevolando il rispetto delle norme contenute nei DPCM anti-Covid che limitano la circolazione degli individui – prosegue Interlandi. Il mancato inserimento dei laboratori di analisi accreditati nella Rete di tracciamento Covid è stata un’occasione persa per il Paese. Ma il nostro contributo può essere ancor più determinante in questa fase, in vista dell’imminente disponibilità di vaccini Covid che potranno essere somministrati anche al di fuori del contesto ospedaliero. A tal fine, confermiamo la nostra piena disponibilità a supportare il SSN nelle attività di diagnosi di Covid-19 che ci è consona, liberando i medici territoriali dall’onere di un’attività gravosa, consentendo loro di intensificare le operazioni di vaccinazione per raggiungere nel minor tempo possibile gli obiettivi di copertura auspicati”.

La farmacia del 2021 sarà ancora più moderna e vicina al cittadino

Nel 2021 le farmacie investiranno in innovazione tecnologica, semplificando i processi e ampliando le prestazioni offerte

Addio per sempre alle ricette cartacee, accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico direttamente in farmacia, nuove campagne di screening, monitoraggio dell’aderenza alle cure, ma anche massima apertura alla possibilità di effettuare i test sierologici, quando inizierà la campagna vaccinale contro il Covid-19. Sono i programmi per il 2021 di Federfarma Milano, Lodi e Monza Brianza – Associazione che riunisce la metà delle farmacie territoriali lombarde – presentati oggi durante un evento virtuale, nel corso del quale è stato anche decretato lo slogan vincitore del contest “La farmacia guarda al futuro”.

Con una crisi sanitaria senza precedenti, il 2020 è stato sicuramente un anno impegnativo per le farmacie, rimaste nei momenti più critici l’unico avamposto di salute sul territorio, affidabile e facilmente accessibile.

Uno stress-test che ha però contribuito a rafforzare il ruolo di questi presidi e ne ha fatto emergere i valori fondanti: prossimità, costante disponibilità, competenza, capillarità e vicinanza.

“Abbiamo affrontato mesi difficili ma la farmacia, anche in piena emergenza, ha dimostrato di essere un punto di forza per il SSN, riaffermando la sua funzione sanitaria e sociale al servizio della collettività”, ha esordito Annarosa Racca, Presidente Federfarma Lombardia e Presidente Federfarma Milano, Lodi e Monza Brianza. “Abbiamo fatto il possibile per assistere la popolazione, erogando direttamente sul territorio tutti i servizi necessari e cercando di portare un po’ di normalità nella tempesta”.

Fin dall’inizio della pandemia, la farmacia è stata un punto di riferimento costante, anche con il nuovo servizio di stampa della ricetta dematerializzata. Ha sempre offerto un consiglio di salute qualificato, ascolto attento e rassicurazione. Ha aiutato i cittadini a districarsi tra le informazioni ufficiali sul virus e le numerose fake news; ha fornito consulenza da remoto ma si è anche prodigata per agevolare la continuità delle cure, attraverso la consegna dei farmaci a domicilio e informando sul prolungamento dei piani terapeutici e delle autocertificazioni. E, nonostante le difficoltà legate all’emergenza in corso, nel 2020 non sono venute meno le iniziative di solidarietà, in collaborazione con Banco Farmaceutico, Croce Rossa Italiana e Fondazione Francesca Rava, né le campagne di prevenzione, come quella con Fondazione Veronesi contro i tumori femminili.

Forte di tutte queste esperienze, la farmacia guarda ora al prossimo anno con la volontà di valorizzare ulteriormente il proprio ruolo ed esprimere al meglio le sue potenzialità nel contesto di una sanità in profonda trasformazione, che – in linea con gli obiettivi del Recovery Fund – punta a un potenziamento dell’assistenza territoriale e a una maggiore digitalizzazione.

“Nel 2021 – continua Annarosa Raccale farmacie rimarranno fedeli al loro spirito di servizio, che le porta ad essere luogo di prevenzione e di cura, a tutela della salute del cittadino; al tempo stesso, saremo sempre più all’avanguardia grazie a una maggiore informatizzazione, per rispondere ai bisogni della comunità con servizi ancora più moderni, efficienti e di prossimità”.

A seguito del nuovo accordo siglato con Regione Lombardia per l’utilizzo della piattaforma SISS (Sistema Informativo Socio-Sanitario), nelle farmacie lombarde vi sarà la dematerializzazione totale delle ricette. I farmacisti, inoltre, già da qualche giorno possono aiutare i cittadini ad accedere al loro Fascicolo Sanitario Elettronico per registrarvi il proprio numero di cellulare, cosicché il paziente possa ricevere via sms il numero della ricetta elettronica. Un passo importante che consentirà di semplificare i processi e favorirà l’accesso a farmaci e prestazioni sanitarie, agevolando la continuità ospedale-territorio.

“Grazie alla sua capillarità, alle competenze dei suoi professionisti e al consolidato rapporto di fiducia con il cittadino, in futuro la rete delle farmacie può e deve giocare un ruolo importante anche nel promuovere la prevenzione, oltre che nel monitorare e incoraggiare l’aderenza terapeutica”, prosegue la Presidente. “A questo proposito, nel 2021 proseguirà, in modo più strutturato a livello regionale, il nostro impegno nelle attività di screening per i tumori del colon-retto. Tra i nuovi servizi oggetto delle future sperimentazioni di Regione Lombardia nelle farmacie di comunità, ci sarà inoltre il controllo dell’aderenza alla terapia per i pazienti cronici e la telemedicina. Da parte nostra – conclude la dottoressa Racca – vi è la massima apertura a collaborare per fare ancora di più, ampliando i servizi di prossimità per rispondere alle esigenze di salute di tutti i cittadini, da quelli più fragili alla popolazione attiva. Ad esempio, ci rendiamo disponibili a effettuare i test sierologici, ai quali sarà necessario sottoporsi prima di accedere alla vaccinazione contro il Covid-19”.

Sempre guardando al 2021, Federfarma Milano, Lodi e Monza Brianza ha di recente promosso un contest rivolto ai giornalisti, per coniare uno “slogan” che potesse riassumere, in modo incisivo e sintetico, ciò che la farmacia rappresenta per il singolo utente e per la collettività. Numerose le proposte pervenute, vagliate da una Giuria di farmacisti che oggi ha decretato il vincitore.

Il claim che si è aggiudicato il concorso è “Farmacia, sempre al tuo fianco”, creato da Nicola Miglino, Direttore della testata “Nutrienti & Supplementi”.

“Nella sua semplicità e immediatezza – ha motivato la Giuria – lo slogan proposto condensa in poche parole alcuni dei valori fondamentali della farmacia, come la disponibilità, la presenza costante, la vicinanza al cittadino e lo spirito di servizio”.

Per i prossimi 12 mesi, il claim vincitore del contest accompagnerà il logo di Federfarma Milano, Lodi e Monza Brianza in tutte le comunicazioni dell’Associazione e apparirà sulle vetrofanie delle farmacie aderenti, a suggellare l’alleanza tra questi presidi sanitari e la comunità cui appartengono.

Uno stile di vita sbagliato può compromette la vista?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità indica che i problemi oculari sono sempre più legati alle scelte dello stile di vita

Tear Film & Ocular Surface Society (TFOS), leader mondiale nella ricerca e nell’istruzione in materia di salute degli occhi, ha annunciato il prossimo Workshop internazionale dal titolo “Un’Epidemia legata allo Stile di Vita: Patologie della Superficie Oculare.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità indica che i problemi oculari sono sempre più legati alle scelte dello stile di vita.  Le patologie associate allo stile di vita sono principalmente causate dalle abitudini quotidiane delle persone, i cui comportamenti possono causare una serie di problemi di salute che possono portare a malattie croniche non trasmissibili con una diminuzione della qualità della vita e conseguenze quasi letali.

“Il mondo che ci circonda è incredibilmente cambiato e i nostri comportamenti riflettono questa trasformazione. Oggi, ad esempio, decine di milioni di persone si trovano a casa e rimangono troppo a lungo di fronte agli schermi dei computer per colpa delle aule virtuali e del telelavoro legati alla chiusura di scuole e uffici a causa del COVID-19,” ha dichiarato Amy Gallant Sullivan, Direttore esecutivo di TFOS. “Il nuovo Workshop TFOS si concentrerà sul modo in cui i problemi oculari sono sempre più legati al nostro stile di vita, a cosa facciamo a noi stessi, dall’uso della tecnologia alle routine di bellezza, a ciò che mangiamo, al luogo in cui viviamo, ecc. La nostra missione in qualità di società scientifica globale di fama mondiale è migliorare le nostre conoscenze e informare le persone sul modo in cui le nostre scelte influiscono sui nostri occhi, sulla nostra vista e sulla nostra qualità dia vita.”

I sottocomitati di questo Workshop TFOS e il conseguente Report si concentreranno sui seguenti aspetti: affaticamento oculare digitale, cosmetici, nutrizione, auto-iatrogenesi, ambiente, scelte legate allo stile di vita, lenti a contatto, sfide per la società e consapevolezza del pubblico.

“Lo studio delle patologie delle superfici oculari si è evoluto drasticamente negli ultimi anni e TFOS ha svolto un ruolo fondamentale in questa trasformazione”, ha spiegato la Dott.ssa Jennifer Craig, Professore associato e Responsabile del laboratorio di superficie oculare dell’Università di Auckland in Nuova Zelanda. “I Report di TFOS svolgono un ruolo fondamentale nel consolidare e tradurre la scienza e la letteratura pubblicate, stimolando la ricerca futura attraverso l’identificazione delle lacune e delle esigenze insoddisfatte.”

“Le implicazioni della compromissioni della propria vista e della qualità della vita nel suo complesso sono enormi, e anche i giovani oggi sono a rischio”, ha commentato la Dott.ssa Monica Alves, Professoressa, Dipartimento di Oftalmologia, Università di Campinas, Brasile. “Con il sostegno della comunità scientifica e con misure preventive, questo processo potrebbe essere gestito molto meglio”.

EG Italia presenta ViruProtect STADA

EG Italia lancia ViruProtect STADA, un dispositivo medico per proteggere dai virus del raffreddore grazie all’azione di glicerolo e tripsina

EG Italia – Gruppo STADA lancia sul mercato italiano ViruProtect STADA, uno spray per bocca che difende dai virus del raffreddore, agendo localmente con una tripla azione: cattura gli agenti patogeni, li disattiva e protegge la cavità orale e la gola.

Facile da usare, il dispositivo medico è costituito da due ingredienti principali, il glicerolo, che vanta proprietà antivirali e antibatteriche, e la tripsina, un enzima naturale in grado di inibire la capacità dei virus di legarsi, disattivando la loro capacità di infettare le cellule: l’azione combinata di questi due ingredienti crea una barriera protettiva che riveste la mucosa della cavità orale, intrappolando i virus del raffreddore e impendendo loro di diffondersi.

Il raffreddore è un disturbo molto diffuso e altamente contagioso, causato da un’infezione virale che colpisce prevalentemente le alte vie aeree, quindi naso, gola e trachea.

Durante la stagione autunnale e invernale siamo più esposti a virus che colpiscono le vie respiratorie, a causa dell’abbassamento della temperatura esterna e a una maggiore frequentazione di ambienti chiusi. Il rischio di ammalarsi è quindi più alto”, afferma Raffaella Colombi, Medical Affairs Executive Manager di EG Italia – Gruppo STADA. “Quest’anno, inoltre, l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo può suscitare ulteriore preoccupazione e facili allarmismi, in quanto i virus che provocano il raffreddore e il Covid-19 possono presentare una sintomatologia simile, difficile da distinguere, se non dopo un consulto medico. Insieme al rispetto delle norme igieniche e comportamentali, ViruProtect STADA difende dai virus del raffreddore, ne riduce la durata se usato in una fase iniziale dell’infezione e ne allevia i sintomi”.

Senza zucchero, lattosio e glutine, il dispositivo medico può essere usato da adulti e bambini dai 4 anni di età.

Osteoporosi: diagnosi e trattamento adeguati solo in 2 casi su 10

Dagli esperti riuniti per l’OsteoDay il monito a non sottovalutare i fattori di rischio di fragilità ossea, anche negli uomini

In Italia sono 4,5 milioni le persone affette da osteoporosi, per i due terzi donne, costrette a fare i conti con ossa fragili e sottili, a rischio frattura, anche in assenza di traumi. In particolare, si stima che dopo i 50 anni, 1 donna su 3 e 1 uomo su 5 siano destinati a subire una frattura, che in genere si manifesta in forma clinicamente più grave nel sesso maschile. Nonostante l’impatto epidemiologico e sociale, si registrano ancora forti ritardi nella diagnosi. Inoltre, se non trattata in maniera adeguata, la malattia può pregiudicare significativamente la qualità e l’aspettativa di vita dei pazienti.

A richiamare l’attenzione sulla centralità di un’attenta valutazione dei fattori di rischio ai fini della diagnosi precoce, e sull’importanza di promuovere l’appropriatezza e l’aderenza terapeutica per ridurre il rischio di fratture, sono stati gli esperti riuniti nell’edizione 2020 di OsteoDay, l’evento scientifico annuale che ha riunito in modalità virtuale i diversi specialisti coinvolti nella presa in carico del paziente con osteopenie: ortopedici, reumatologi, geriatri, fisiatri, internisti. L’iniziativa è stata realizzata con il contributo incondizionato di Chiesi Italia, la filiale italiana del Gruppo Chiesi.

“L’80% dei pazienti con osteoporosi arriva in ritardo alla diagnosi anche quando avviene a seguito di una frattura del femore, che dovrebbe far porre il sospetto. A maggior ragione, pertanto, si tende a trascurare l’impatto delle fratture vertebrali che, nella metà dei casi, sono silenti o paucisintomatiche – spiega Bruno Frediani, professore ordinario di Reumatologia all’Università di Siena e responsabile scientifico dell’evento -. Per questo motivo è fondamentale una valutazione approfondita dei fattori di rischio: età, predisposizione genetica, presenza di patologie infiammatorie concomitanti, assunzione di specifiche categorie di farmaci, cambiamenti ormonali, senza trascurare che il calo degli estrogeni (gli ormoni che contribuiscono a mantenere la salute dell’osso) tipicamente associato alla menopausa, interessa anche l’uomo. Una strategia diagnostica efficace dovrebbe prevedere, a partire dai 60 anni per la donna e dai 70 anni per l’uomo, l’esecuzione di un esame radiologico della colonna, da ripetersi ogni due anni, finalizzato a valutare l’eventuale abbassamento del corpo vertebrale, per prevenire il rischio di ulteriori fratture”.

Gli esperti hanno focalizzato l’attenzione anche sul ruolo dello stile di vita – assunzione di calcio tramite la dieta e attività fisica – per la prevenzione dell’osteoporosi. “Il raggiungimento del picco di massa ossea – aggiunge il prof. Fredianiche si realizza intorno ai 30 anni, è ascrivibile per l’80% a fattori genetici e per il 20% a corrette abitudini di vita. Arrivare in età adulta, a ridosso della menopausa, con una riserva di massa ossea del 20% in più o in meno rispetto a quella ricevuta da madre natura, può cambiare le prospettive dei pazienti”.

Due aspetti cruciali ai fini di una corretta gestione dell’osteoporosi sono da un lato l’appropriatezza terapeutica e dall’altro l’aderenza al trattamento, ma per entrambi permangono delle criticità.

“Solo 2 pazienti su 10 – conclude il prof. Frediani ricevono una terapia appropriata, che dovrebbe sempre prevedere l’associazione di farmaci anti-fratturativi, bisfosfonati in prima linea, e vitamina D. La sola terapia di integrazione con la vitamina D, infatti, si è dimostrata inefficace nella prevenzione delle fratture. Un monito per gli specialisti, ma anche per i pazienti che, nel 50% dei casi, abbandonano le terapie entro un anno dall’inizio del trattamento”.

Il supporto alla formazione della classe medica è da sempre una parte rilevante del nostro impegno e della nostra collaborazione con la comunità scientifica”, commenta Raffaello Innocenti, Direttore Generale di Chiesi Italia “Sosteniamo da oltre dieci anni questa iniziativa, con l’obiettivo di favorire il confronto e la condivisione di esperienze di pratica clinica tra i diversi professionisti coinvolti nella gestione delle osteopenie e di promuovere un approccio al paziente fragile sempre più globale e integrato, in linea con in nostri valori di azienda certificata B Corp”.

Covid-19 e BPCO, riparte la campagna #UnEspertoPerTe

Due appuntamenti live e una campagna social per rispondere ai dubbi dei pazienti e dare consigli utili su come gestire al meglio la BPCO

La seconda ondata del Covid-19 ha fatto riaffiorare dubbi e paure nei pazienti affetti da patologie respiratorie come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), sia per il timore di essere più a rischio di contrarre l’infezione e che questa possa evolvere in un’insufficienza respiratoria grave, sia per l’impatto delle nuove misure restrittive sugli aspetti concreti legati alla gestione quotidiana della malattia, dalle visite, alle terapie, alla possibilità di svolgere attività fisica.

Con l’obiettivo di rassicurare i pazienti, ma anche di fare chiarezza e fornire consigli utili su come gestire la BPCO e altre patologie respiratorie in questa nuova fase dell’epidemia, riparte la campagna #UnEspertoPerte: due nuovi appuntamenti in diretta Facebook con altrettanti professionisti pronti a rispondere alle domande dei pazienti, intervistati dai conduttori televisivi Marco Maisano e Adriana Volpe.

Tutte le informazioni sugli appuntamenti live e sulle modalità di interazione con gli esperti sono disponibili sulla pagina Facebook e sul sito web dell’iniziativa www.unespertoperte.it.

La campagna educazionale è realizzata con l’egida scientifica di SIP (Società Italiana di Pneumologia) e SIAAIC (Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica), con il supporto di FederAsma e allergie e dell’Associazione Italiana Pazienti BPCO Onlus, e con il contributo incondizionato di Chiesi Italia, la filiale italiana del Gruppo Chiesi, azienda impegnata nella ricerca scientifica, principalmente nell’area delle malattie respiratorie.

“Ho la BPCO, sono più a rischio di contrarre il Covid?” – “Come faccio a distinguere tra i sintomi della BPCO e quelli del Coronavirus?” – “Devo vaccinarmi contro l’influenza?” – Posso svolgere attività motoria in questo periodo? Sono solo alcuni dei quesiti più ricorrenti tra i pazienti affetti da BPCO che in Italia sono quasi 2 milioni, il 3,01% della popolazione.

“Sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, la BPCO non aumenta il rischio di contrarre l’infezione da Coronavirus. Tuttavia, i pazienti, se ospedalizzati per Covid-19, possono avere una prognosi peggiore a causa della limitata riserva respiratoria. In Italia, ad oggi, nel 17,2% dei soggetti deceduti per Coronavirus si è riscontrata la BPCO quale patologia cronica sottostante, dato da non trascurare, insieme a cardiopatie, ipertensione o diabete – spiega Andrea Bianco, Professore Ordinario di Malattie Respiratorie all’Università della Campania “Vanvitelli” – Ospedale Monaldi Napoli. È importante che i pazienti con BPCO, soprattutto quelli più fragili, si proteggano con dispositivi di protezione individuale e distanziamento, e si sottopongano alla vaccinazione anti-influenzale e anti-pneumococcica, riducendo così il rischio di riacutizzazioni, in molti casi dovute proprio ai virus”.

“Covid e riacutizzazione di BPCO possono avere talora sintomi simili, tuttavia mentre la febbre è un elemento costante nell’infezione da Coronavirus, non è necessariamente presente nell’esacerbazione di BPCO. Inoltre, quest’ultima è più comunemente caratterizzata da tosse produttiva (con secrezioni), al contrario, il paziente con polmonite interstiziale da Covid-19 manifesta tipicamente una tosse secca” – dichiara Andrea Vianello, Direttore UOC di Fisiopatologia Respiratoria, Azienda Ospedaliera di Padova. Per le persone affette da BPCO, è fondamentale non interrompere la terapia inalatoria in corso, per scongiurare il rischio di un aggravamento della malattia di base. Altro aspetto critico è rappresentato dall’attività fisica, che è stata senza dubbio penalizzata in questi mesi, con conseguenze molto negative sulla qualità di vita dei pazienti. Il peggioramento della performance fisica – che noi esperti chiamiamo decondizionamento – si manifesta con un aumento della dispnea (la sensazione di fiato corto), che a sua volta induce a limitare il movimento, mantenendo un circolo vizioso che non raramente si conclude con un’esacerbazione di malattia e la necessità di ricovero”.

In sintesi, i comportamenti utili per ridurre il rischio di contagio da Coronavirus e a prevenire le complicanze della BPCO sono:

1. Seguire le norme di sicurezza (mascherina e lavaggio delle mani) e di distanziamento;
2. Mantenere la terapia inalatoria in corso;
3. Praticare una regolare attività fisica, anche in casa, avvalendosi del supporto di app e tutorial consigliati dal medico;
4. Sottoporsi alle vaccinazioni antinfluenzale e anti-pneumococcica per proteggersi dalle più comuni infezioni respiratorie


“Chiesi conferma il proprio impegno al fianco delle persone affette da patologie respiratorie, oggi più che mai messe a dura prova dalla pandemia in corso –
commenta Raffaello Innocenti, Direttore Generale di Chiesi Italia -. Con questa iniziativa continua il nostro sostegno alle Società scientifiche e alle Associazioni pazienti nel percorso di ascolto dei bisogni e informazione al paziente, basandoci su solide evidenze scientifiche, per fornire un supporto alla gestione quotidiana della malattia, contribuendo a migliorare la qualità della vita”.

La farmacia nel post-Covid? Sempre più all’insegna della vicinanza

La pandemia ha confermato il ruolo della farmacia quale primo presidio sanitario di prossimità al servizio dei cittadini

La pandemia ha confermato il ruolo della farmacia quale primo presidio sanitario di prossimità, al servizio dei cittadini, capace di andare incontro alle reali esigenze delle persone – dalla consulenza da remoto alla consegna dei farmaci a domicilio -, e di rispondere al bisogno di informazione e rassicurazione per affrontare l’emergenza sanitaria in corso. Non sorprende che per 8 persone su 10 la farmacia abbia rappresentato un punto di riferimento sin dall’inizio dell’epidemia, mentre oltre 1 persona su 4 si è sentita penalizzata dal non poter accedere a servizi di screening e autoanalisi, a testimonianza di come la farmacia sia percepita sempre più come farmacia “dei servizi” e “della relazione”.

Questa fotografia è stata scattata in occasione dell’Assemblea annuale delle Farmacie Specializzate, il Network che raccoglie oltre 600 farmacie sul territorio nazionale, che si contraddistinguono per un elevato livello di specializzazione, risultato di un percorso continuativo di alta formazione che consente ai farmacisti di acquisire competenze scientifiche per offrire consulenze e servizi personalizzati nell’ambito della prevenzione, dello screening e della promozione dei corretti stili di vita.

“La Farmacia specializzata è una farmacia che, oltre alla conoscenza di base, si è specializzata su argomenti specifici legati al benessere, alla prevenzione cardiometabolica, alla prevenzione e alla cura delle patologie dermatologiche e dell’invecchiamento cutaneo, alla detossificazione contro i più comuni disturbi gastro-intestinali – spiega Luigi Corvi, Amministratore Farmacie Specializzate. È un modello di farmacia in cui il farmacista da dispensatore di medicinali diventa ‘dispensatore di salute e benessere’, riuscendo, grazie alla propria competenza e professionalità, ad adempiere alla sua funzione di counselor al servizio del cittadino/paziente, accompagnandolo in un percorso di miglioramento del proprio stato di salute, e contribuendo alla prevenzione di patologie croniche ad alto impatto epidemiologico e altamente invalidanti”.

È il caso, ad esempio, delle patologie cardiovascolari quali lo scompenso cardiaco e la fibrillazione atriale, che vedono le Farmacie specializzate da anni impegnate su tutto il territorio nazionale in iniziative dedicate alla prevenzione e alla diagnosi precoce, anche in collaborazione con le aziende sanitarie locali. Si tratta di un contributo fondamentale se si considera che i farmaci cardiovascolari e i prodotti per l’apparato gastrointestinale rappresentano, rispettivamente, il 25% e il 20% della spesa farmaceutica complessiva.

Oggi più che mai, nel pieno della seconda ondata della pandemia, essere un punto di riferimento per il cittadino significa anche riuscire a supportarlo efficacemente da remoto, dalla consegna dei farmaci a domicilio alla consulenza sui diversi aspetti legati alla sfera della salute.

Digitalizzazione è l’altra parola chiave che contraddistingue la Rete delle Farmacie specializzate, e ambito sul quale continueremo a investire anche nel 2021 – aggiunge Corvi. App, sito web, canali social sono strumenti fondamentali, direi imprescindibili, nel rapporto tra farmacista e paziente, per la richiesta di consulenze, la condivisone di prescrizioni mediche, la prenotazione di farmaci, ma anche per ricevere aggiornamenti sulle iniziative di prevenzione e screening realizzate in farmacia. Contrariamente a quanto si possa pensare, le soluzioni digitali possono contribuire a migliorare, integrandola, la relazione fiduciaria tra farmacista e cittadino, contrastando il rischio di disintermediazione del professionista”.

Dieci regole per l’utilizzo in sicurezza delle lenti a contatto

Ecco le 10 regole promosse dalla società scientifica internazionale TFOS per l’utilizzo in sicurezza delle lenti a contatto

La pandemia ha dimostrato che la nostra salute, oggi più che mai, dipende dai nostri comportamenti. La nuova normalità adottata con responsabilità dalla popolazione italiana, in risposta alla crisi sanitaria, ha rinforzato moltissimi comportamenti di igiene, offrendo un’opportunità per richiamare l’attenzione sulla salute degli occhi. A tale proposito sono state diffuse le 10 regole da seguire per un utilizzo sicuro delle lenti a contatto promosse dalla società scientifica internazionale Tear Film & Ocular Surface Society (TFOS).

Negli ultimi mesi gli oltre 2 milioni e mezzo di portatori di lenti a contatto in Italia hanno riscoperto quanto sia importante la ‘compliance’ ossia l’attenzione a quei comportamenti fondamentali per l’utilizzo sicuro dei loro dispositivi per la correzione dei difetti della vista” – ha dichiarato il Dr. Fabrizio Zeri, Ricercatore  e docente presso il Dipartimento di Scienze dei Materiali dell’Università Bicocca di Milano e Visiting Research Fellow della School of Life and Health Sciences dell’Aston University, UK – “anche in questo caso l’attenzione è posta sul lavarsi le mani in modo corretto prima di manipolare le lenti a contatto.”

La campagna nazionale “Occhi Sani nelle Tue Mani“, progetto di sensibilizzazione dedicato alle lenti a contatto e al loro utilizzo in sicurezza, promossa dalla società scientifica internazionale TFOS, leader nell’educazione alla salute dell’occhio, e sostenuta da ASSOTTICA gruppo Contattologia, ha proprio l’obiettivo di promuovere le regole di corretta igiene e gestione delle lenti a contatto.

Talvolta i portatori hanno la percezione di seguire comportamenti corretti per l’utilizzo in sicurezza delle lenti a contatto nella propria quotidianità. In realtà si possono commettere disattenzioni che sono semplicissimi da evitare. Oggi è fondamentale aumentare la condivisione di queste regole, per aiutare i portatori di lenti a contatto a comprendere i vantaggi di un comportamento adeguato.” sottolinea il Dott. Stefano Barabino, Responsabile del Centro Superficie Oculare e Occhio Secco dell’Ospedale L. Sacco di Milano e ambasciatore della TFOS.

Non possiamo dimenticarci della salute dei nostri occhi.” ha ribadito Amy Gallant Sullivan, Direttrice TFOS, Tear Film & Ocular Surface Society, Boston. “La pandemia è di certo qualcosa che avremmo voluto evitare, ma ha reso la maggior parte delle persone consapevoli dell’importanza dell’igiene per mantenere uno stato di salute, come da recente indicazione dell’OMS1. Oggi più che mai dobbiamo richiamare le persone all’igiene e a salvaguardare la salute degli occhi.”

Le regole sono anche state riassunte nel video educazionale ‘”Occhi Sani nelle Tue Mani” in cui sono i bambini a dare agli adulti le indicazioni del comportamento corretto. Si tratta di lavare e asciugare le mani prima di maneggiare le lenti a contatto, non far mai entrare le lenti in contatto con l’acqua, non dormire con le lenti a contatto e disinfettarle con soluzione nuova dopo ogni utilizzo. Se si indossano lenti giornaliere monouso, è importante gettarle via dopo averle tolte e non riutilizzarle. Bisogna poi seguire le istruzioni del produttore e le indicazioni dello specialista. Il video, disponibile sul web (https://youtu.be/VdscomrqFsw) ha già raggiunto decine di migliaia di visualizzazioni.

Le lenti a contatto hanno una lunga storia, naturalmente i materiali con cui sono costituite sono evoluti enormemente nel corso degli anni, e grazie ad una intensa ricerca scientifica oggi nuove tecnologie di sintesi hanno portato a materiali compatibili con la superficie oculare, raggiungendo elevati standard di sicurezza e di comfort.”  Ha sottolineato la Prof.ssa Piera Versura, Responsabile Laboratorio Analisi Superficie Oculare e Ricerca Traslazionale, Alma Mater Studiorum Università di Bologna. “Da questa sicurezza purtroppo ci si allontana soprattutto a causa di comportamenti errati. La Campagna Occhi Sani nelle Tue Mani può aiutare a comprendere e a ricordare che le lenti a contatto sono un dispositivo medico che mettiamo negli occhi e hanno bisogno di cura e manutenzione.”

Ecco quindi le regole da seguire:

Promeia è “Eccellenza dell’Anno Health & Beauty – Full Service Solutions”

Promeia trionfa ai Le Fonti Awards e ottiene un importante riconoscimento a testimonianza degli ottimi risultati economici del 2020

Promeia SpA ha ricevuto un importante riconoscimento internazionale come “Eccellenza dell’anno Health & Beauty – Full Service Solutions”. Il Premio, assegnato da Le Fonti in occasione della decima edizione di Le Fonti Awards, è il riconoscimento dei risultati positivi ottenuti dall’azienda nell’ultimo anno che la confermano partner di riferimento per lo sviluppo, la produzione ed il confezionamento di prodotti per la salute e la bellezza.

Negli ultimi anni, grazie a un ambizioso piano di rinnovamento organizzativo e tecnologico, Promeia ha saputo reagire alla crisi strutturale che stava attraversando. E non solo, l’alta qualità della produzione e un servizio al Cliente sofisticato, flessibile e capace di rispondere alle esigenze del mercato con un approccio personalizzato ed efficace, hanno portato l’Azienda a raggiungere ottimi risultati e a consolidare il proprio posizionamento nel settore Health & Beauty.

L’approccio proattivo e resiliente ha consentito all’Azienda di ottenere risultati positivi anche negli ultimi difficili mesi. Come spiega il CEO Stefano Costa “Puntare sulla qualità dei prodotti e del servizio ai Clienti è un’attitudine innata in Promeia e ci ha consentito di affrontare il mercato con solidità anche nel recente, complicato periodo. Ce lo confermano i risultati del 2020, con una crescita di oltre il 30% rispetto al 2019 in netta controtendenza rispetto all’andamento generale del quadro economico. Un’evidenza che oltre a renderci orgogliosi ci conferma che la strada dell’eccellenza e della specializzazione è una garanzia di successo”.

Con oltre 40 dipendenti, questa azienda italiana vanta 60 anni di esperienza nell’healthcare e nella cosmetica. Fulcro dell’attività dell’azienda sono i laboratori di ricerca e l’impianto produttivo a Caronno Pertusella (Varese). Qui Promeia sviluppa e produce dispositivi medici, cosmetici e integratori alimentari, studiando al contempo soluzioni di packaging innovative ed ecosostenibili.

I suoi prodotti sono attualmente distribuiti in tutto il mondo.

Vaccinazione antinfluenzale: a milano l’ospedale entra al museo

Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia e l’Ospedale San Giuseppe si alleano per portare la prevenzione al di fuori dei consueti luoghi di cura

Un’istituzione culturale e una struttura sanitaria uniscono le forze, per rispondere alle esigenze di salute dei cittadini milanesi, in un momento reso critico dall’emergenza coronavirus. È l’inedita partnership siglata tra il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci e l’Ospedale San Giuseppe del Gruppo MultiMedica, due realtà storiche, fortemente radicate nel capoluogo lombardo.

Da martedì 3 novembre a giovedì 10 dicembre, la Sala Biancamano del Museo (ingresso da via Olona 6/bis) si trasformerà in un “luogo di prevenzione”, dove la popolazione maggiorenne potrà recarsi per effettuare il vaccino contro l’influenza, su prenotazione (da effettuarsi al call center MultiMedica 02/99961999). Qui, l’Ospedale San Giuseppe allestirà 4 postazioni, presidiate da personale medico-sanitario dedicato, per consentire anche alle categorie non coperte dalla campagna vaccinale gratuita offerta da Regione Lombardia di sottoporsi, se interessate, alla profilassi antinfluenzale.

Il presidio temporaneo sarà strutturato per somministrare almeno 600 dosi al giorno del vaccino quadrivalente, nel pieno rispetto del distanziamento sociale grazie all’ampio spazio a disposizione.

Insieme alle misure di igiene e di protezione individuale, la vaccinazione è lo strumento più efficace e sicuro per prevenire l’influenza stagionale e, mai come quest’anno, è di fondamentale importanza per poter effettuare una diagnosi differenziale, individuando più facilmente i pazienti con infezione da SARS-CoV-2. Inoltre, un soggetto già indebolito dall’influenza potrebbe rischiare conseguenze più serie, qualora contraesse successivamente il CoVid-19.

“Vaccinarsi contro l’influenza stagionale quest’anno assume una particolare valenza, non tanto perché il vaccino svolga un’azione protettiva verso il virus SARS-CoV-2 ma perché, soprattutto nella fase iniziale, è difficile distinguere i sintomi influenzali da quelli da Covid-19”, spiega Sergio Harari, Direttore dell’U.O. di Pneumologia del Gruppo MultiMedica e Professore di Medicina Interna all’Università di Milano. “Ciò determinerebbe una situazione di grande confusione, sia per i pazienti e per chi è entrato in contatto con loro – con l’obbligo di sottoporsi al tampone e rimanere in quarantena fino al suo esito – sia per il SSN, che si ritroverebbe a dover gestire un altissimo numero di casi sospetti di infezione da SARS-CoV-2, anche in presenza di sintomi banali. Per questi motivi, a fronte dell’emergenza pandemica attuale, la vaccinazione antinfluenzale è suggerita per tutti, non solo agli over 60 e alle categorie a rischio”.

Due mondi, cultura e salute, apparentemente lontani ma in realtà estremamente legati: un ospedale che entra in un museo e un museo che si trasforma in ospedale.

“L’alleanza tra il Museo e l’Ospedale San Giuseppe per la somministrazione del vaccino antinfluenzale avviene in un’ottica di solidarietà sociale e rappresenta un patto di comunità con il territorio e i suoi cittadini”, dichiara Fiorenzo Galli, Direttore Generale del Museo. “In questi mesi di emergenza sanitaria, più che mai, ritengo sia doveroso offrire il nostro supporto alle realtà vicine come è avvenuto nel caso dell’Istituto Comprensivo Cavalieri con il progetto educativo Il Museo dietro l’Angolo. La prossimità tra il Museo e l’Ospedale genera facilità operativa e l’ampiezza degli spazi del padiglione Aeronavale consente di allestire un presidio sanitario temporaneo in totale sicurezza e nel rispetto delle disposizioni per contrastare la diffusione del Covid-19. Una nota suggestiva è rappresentata dalla sala che mettiamo a disposizione, un tempo salone delle feste del transatlantico Conte Biancamano, che già una volta in passato fu destinata ad altro. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, infatti, la nave, costruita per trasportare oltre 2.000 passeggeri, fu utilizzata per il trasporto truppe e come ospedale militare; dopo il conflitto venne completamente riammodernata, tornando a navigare col nome originario e così è arrivata a noi”.

INFO PRATICHE
Museo Nazionale Scienza e Tecnologia – Sala Biancamano, ingresso da Via Olona 6/bis
da martedì 3 novembre a giovedì 10 dicembre
lunedì – venerdì: dalle ore 7.30 alle ore 17.30
sabato: dalle ore 7.30 alle 12.30

La profilassi antinfluenzale è disponibile anche presso:

Ospedale MultiMedica Castellanza (VA) – Viale Piemonte 70, Castellanza (VA)
da lunedì 9 novembre
lunedì – venerdì: dalle ore 13.00 alle ore 18.00

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

I cittadini interessati a sottoporsi alla profilassi antinfluenzale disponibile presso entrambi i presidi, al costo di 60 euro, possono prenotare:

telefonicamente al numero 02 99961999 (da lunedì a venerdì dalle 8 alle 16)
online sul sito www.multimedica.it
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