Coronavirus, “non è più buono e sembra fatto per restare” 

Il coronavirus Sars-CoV-2 “è sempre quello, non è diventato più buono. E’ il virus più infettivo che abbia mai visto e sembra fatto per restare, da un punto di vista biologico. Dati alla mano, la nostra ricerca mostra che la sua variabilità è scarsa. Quindi questo ci fa pensare che il virus abbia mantenuto la sua infettività e patogenicità e non è vero che ha perso potenza. Ha perso potenza la malattia, questo sì, ma non il virus”. A spiegarlo è stato il virologo Carlo Federico Perno, già direttore della Medicina di laboratorio dell’ospedale Niguarda di Milano, oggi nel capoluogo lombardo a margine della presentazione dello studio condotto con il Policlinico San Matteo di Pavia e promosso da Fondazione Cariplo.  

Lo studio: in Lombardia “assalto” di due ceppi diversi 

Le differenze tra i ceppi virali, analizzate nello studio sul Sars-CoV-2 in Lombardia, sono di numero limitato: appena 7 mutazioni nucleotidiche su un totale di circa 30.000 basi di genoma virale. “Il lavoro produce evidenze che ci aiutano a pensare che il vaccino possa esser efficace se ben fatto – osserva Perno – Finora nessuno dei 150 candidati vaccini ha mostrato efficacia piena. Ma questo virus, al contrario dei cugini Sars e Mers, virus ‘cugini’, sembra fatto per restare e non per andare via, biologicamente parlando. Quindi un vaccino efficace è cruciale”. 

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