Riaperture, Galli: “Preoccupato, temo siano viste come liberi tutti”

Riaperture dal 26 aprile? “E’ chiaro che la gente è stanca, che ci sono enormi problemi economici e che è necessario far vedere anche la carota oltre al bastone – spiega all’Adnkronos Salute Massimo Galli, responsabile di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano in merito alle misure previste dal Governo -. Detto questo ho l’impressione che le imminenti riaperture vengano percepite come ‘liberi tutti’, francamente, sono assai preoccupato. E continuo ad esserlo”. 

“Purtroppo ci siamo già passati ormai una quantità di volte e ho la netta sensazione che si fa così perché non si può fare altro”, ha sottolineato. Per arrivare al livello delle dosi di vaccino anti-Covid somministrate in Inghilterra, che hanno permesso le riaperture in maggiore sicurezza, in Italia, spiega ancora Galli,”abbiamo bisogno di almeno altre 25 milioni di vaccinazioni, per fare le quali è necessario un numero importante di giorni. Se ci dicono che al massimo riusciamo a fare 500 mila vaccinazioni al giorno, anche se fino ad oggi non le abbiamo ancora viste, nella migliore delle ipotesi per fare tutte quelle vaccinazioni abbiamo bisogno di 50 o 60 giorni”.  

Secondo Galli, le riaperture in Italia non possono essere paragonate con quelle inglesi. “La Gran Bretagna, sta andando avanti comunque a ritmo sostenuto, ha somministrato oltre 43 milioni di dosi”. Nel nostro Paese dobbiamo confrontarci “con un numero di vaccinazioni ancora basso” , a cui si aggiunge “un atteggiamento negativo rispetto ad alcuni vaccini da parte di una fetta importante della popolazione. Gli inglesi hanno chiuso tutto e vaccinato, noi no abbiamo mai del tutto chiuso”. 

 

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