Recovery, nella bozza spunta il ‘regalo’ all’Olanda 

Nelle pieghe della ‘negobox’ sul pacchetto Mff 2021-27 e Next Generation Eu inviata dal presidente del Consiglio Europeo Charles Michel spunta il ‘regalino’ all’Olanda. Il premier Mark Rutte, che è tra i protagonisti del Consiglio Europeo in corso, se le indicazioni della negobox saranno confermate, potrà tornare in patria, e affrontare le elezioni nel 2021, non solo con un rebate sostanzioso (1,92 mld di euro l’anno in meno da versare al bilancio Ue), ma anche con un aumento dei costi di raccolta delle risorse proprie Ue tradizionali, tra le quali ci sono i dazi doganali, dal 20% al 25%. 

L’intenzione iniziale era di abbassare i costi di raccolta al 10%, poiché consentire ad uno Stato di trattenere un quinto del gettito dà al Paese in questione un aggio significativo, se è efficiente nell’esazione delle imposte. L’Olanda ha il porto di Rotterdam, che è il più importante d’Europa per il traffico merci: una riduzione al 10% dei costi di raccolta avrebbe sottratto all’Erario olandese un gettito probabilmente non piccolo. 

Ora L’Aja non solo non perde quei ricavi, ma li vede aumentare. Oltre ad avere affermato, insieme agli altri Frugali, un proprio preciso ruolo politico nell’Ue, sfidando l’egemonia franco-tedesca, l’Olanda quindi, se il compromesso verrà approvato, uscirà da questo negoziato anche con un risultato economico, spendibile sul piano politico. 

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