Palù: “Medici già costretti a scelte dolorose in terapia intensiva” 

“Il lockdown? Non sono decisioni che spettano a chi occupa di biologia dei virus e di impatto clinico. L’ordine dei medici avrà considerato l’occupazione media delle rianimazioni, abbiamo superato il 30% e i medici sul campo sono già costretti a scelte dolorose”. Sono le parole del professor Giorgio Palù che, a L’aria che tira, risponde alle domande sull’ipotesi di un nuovo lockdown per arginare i contagi da coronavirus. 

Palù si sofferma sull’affollamento delle terapie intensive. “E’ questo che ha fatto invocare un nuovo lockdown, anche se alcune regioni come il Veneto non sono affatto in condizioni critiche, la saturazione delle rianimazioni è al 17%”, dice Palù. “La saturazione delle terapie intensive è l’indicatore principale, credo che abbiamo 10mila respiratori ma non 10mila posti letto. Li abbiamo aumentati, ma certamente non al Sud. Sappiamo tutto che un lockdown ci metterebbe a terra dal punto di vista economico, ma se non c’è modo di invertire la tendenza…”, afferma ancora. 

“La curva da ottobre ha una crescita esponenziale. Se avessimo una possibilità di distinguere i soggetti positivi tra asintomatici, paucisintomatici, con polmonite, con polmonite che desatura, potremmo intervenire con linee guida per cercare di curare alcuni di questi pazienti a casa”, prosegue, evidenziando l’importanza della medicina territoriale. 

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