Una nuova variante del virus SARS-CoV-2 sta attirando l’attenzione della comunità scientifica internazionale. Si tratta della BA.3.2, soprannominata “Cicada”, che negli ultimi mesi ha registrato una crescita significativa soprattutto negli Stati Uniti. Pur mostrando caratteristiche genetiche particolari, gli esperti invitano alla cautela senza creare allarmismi: al momento non ci sono evidenze di una maggiore gravità clinica rispetto ad altre varianti.
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Cos’è la variante Cicada e perché si chiama così
La variante BA.3.2 appartiene alla famiglia di Omicron, ma si distingue per una struttura genetica molto diversa rispetto ai ceppi più recenti. Il nome “Cicada” (cicala) deriva dal suo comportamento: è stata individuata per la prima volta nel 2024, è rimasta poco diffusa per un periodo e poi è riemersa con forza, proprio come il ciclo vitale dell’insetto.
Questo andamento “a fasi” ha contribuito a renderla oggetto di studio, soprattutto per comprendere come alcune varianti possano restare latenti prima di diffondersi su larga scala.
Diffusione globale: dagli Stati Uniti all’Europa
La variante è stata identificata inizialmente in Sudafrica nel novembre 2024, in un campione pediatrico. Da lì ha iniziato a diffondersi progressivamente in diversi continenti.
Entro il 2026, secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), è stata rilevata in almeno 23 Paesi. Negli Stati Uniti, in particolare, ha mostrato una crescita significativa, con casi individuati sia nei pazienti sia nelle acque reflue, segnale di una circolazione più ampia.
Anche in Europa la diffusione è rilevante: in Paesi come Danimarca, Germania e Paesi Bassi, la variante ha rappresentato fino al 30% delle sequenze analizzate tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026.
Caratteristiche genetiche: perché preoccupa gli esperti
Uno degli aspetti più interessanti della variante Cicada è il numero elevato di mutazioni. BA.3.2 presenta tra 70 e 75 modifiche nella proteina spike, la struttura che il virus utilizza per entrare nelle cellule umane.
Questa elevata variabilità genetica rende la variante altamente divergente, con possibili implicazioni su:
- Maggiore capacità di diffusione
- Parziale evasione della risposta immunitaria
- Ridotta riconoscibilità da parte degli anticorpi
Proprio queste caratteristiche spiegano l’attenzione della comunità scientifica.
Sintomi della variante Cicada
Al momento, i sintomi associati alla variante BA.3.2 non sembrano differire in modo significativo rispetto alle altre varianti di Covid-19.
Tra i più comuni troviamo:
- Febbre
- Tosse
- Mal di gola
- Stanchezza
- Dolori muscolari
- Congestione nasale
In alcuni casi possono comparire anche perdita di gusto o olfatto, anche se meno frequentemente rispetto alle prime ondate della pandemia.
I vaccini sono efficaci contro la variante?
Una delle domande più frequenti riguarda l’efficacia dei vaccini attuali. Essendo progettati su ceppi più recenti, come JN.1, potrebbero avere una risposta meno immediata contro una variante geneticamente distante come Cicada.
Tuttavia, è importante chiarire un punto fondamentale: i vaccini continuano a offrire una protezione significativa contro le forme gravi della malattia, riducendo ricoveri e mortalità.
La protezione contro l’infezione potrebbe essere meno completa, ma resta comunque un elemento chiave nella strategia di contenimento del virus.
Quanto dura la protezione vaccinale
Gli esperti raccomandano generalmente una vaccinazione annuale, soprattutto in autunno, in modo simile a quanto avviene per l’influenza.
L’efficacia del vaccino tende a diminuire nel tempo, ma resta sufficiente per proteggere dalle conseguenze più gravi della malattia. Inoltre, i nuovi aggiornamenti vaccinali potrebbero includere una copertura specifica anche per la variante Cicada.
Gravità della variante: cosa dicono i dati
Nonostante la rapida diffusione, al momento non ci sono evidenze che BA.3.2 provochi forme più gravi di Covid-19 rispetto alle varianti precedenti.
I dati disponibili indicano che il rischio principale è legato alla maggiore circolazione del virus, piuttosto che a un aumento della severità clinica.
Questo significa che, pur essendo più diffusa, la variante non sembra determinare un impatto più grave sulla salute pubblica.
Sorveglianza e prevenzione: cosa fare
Le autorità sanitarie sottolineano l’importanza della sorveglianza genomica continua, fondamentale per monitorare l’evoluzione del virus.
Per limitare la diffusione, restano valide le misure già note:
- Proteggere le persone più fragili
- Restare a casa in presenza di sintomi
- Curare l’igiene delle mani
- Seguire le regole di etichetta respiratoria
Queste strategie sono essenziali per contenere eventuali picchi stagionali.


