Che cos’è l’emotional eating e perché fa male

Sopprimere le proprie emozioni negative con il cibo, capita a molte persone e sempre più spesso accade nella società moderna. Ecco che cos’è l’emotional eating e quali sono i suoi effetti sulla salute.

Che cos’è l’emotional eating

L’emotional eating, o comfort eating, è una pratica diffusa in cui il cibo diventa una valvola di sfogo per ansia e stress, portando a consumare alimenti in modo ossessivo e compulsivo, spesso raffinati e processati. Questa pratica dannosa, guidata da situazioni stressanti o emotivamente intense, danneggia non solo la salute mentale ma anche il nostro organismo.

È dunque importante capire le motivazioni che precedono questa fame compulsiva e quali sono i suoi effetti a breve e lungo termine, così d’agire per interrompere questa abitudine poco sana.

I danni dell’emotional eating

Una recente ricerca condotta dall’Università di Birmingham, pubblicata su Frontiers in Nutrition and Nutrients, ha evidenziato gli effetti dannosi dell’emotional eating sul nostro corpo. Consumare cibi malsani e zuccherati in situazioni di stress può ridurre il flusso di sangue al cervello e compromettere le funzioni vascolari, aumentando il rischio di malattie cardiache.

La professoressa Jet Veldhuijzen van Zanten, coinvolta nello studio, ha sottolineato che il consumo di cibi ad alto contenuto di zucchero e grassi in condizioni di stress mentale riduceva la funzione vascolare dell’1,74%. Questo si traduce in un aumento del 13% del rischio di malattie cardiovascolari, evidenziando gli impatti negativi di questa pratica, soprattutto per coloro che sono già a rischio.

Il ruolo giocato dallo stress

Lo stress provoca una serie di reazioni nel nostro corpo, tra cui l’aumento della frequenza cardiaca, della pressione sanguigna e del flusso di sangue al cervello. Per coloro che hanno un rischio maggiore di malattie cardiovascolari, gli effetti possono essere ancora più gravi.

Se a questo si aggiunge un’alimentazione compulsiva basata su cibi poco salutari, che già di per sé fanno male alla salute, allora le conseguenze possono essere anche più dannose.

Combattere l’emotional eating con scelte salutari

Una volta capito che cos’è, è importante capire come contrastare l’emotional eating. È essenziale prestare attenzione a segnali di allarme come il consumo eccessivo di cibo, la preferenza per cibi spazzatura, la percezione del cibo come unica fonte di emozioni gratificanti e sentimenti di disagio o colpa dopo aver mangiato.

Ecco dunque alcuni consigli utili per combattere questa malsana abitudine:

  • Prestare attenzione alle proprie abitudini alimentari, monitorare e modificare i comportamenti dannosi.

  • Intraprendere percorsi psicologici di educazione alimentare può fornire a chi ne soffre gli strumenti per gestire l’alimentazione in modo sano ed equilibrato.

  • Affidarsi a un supporto professionale che stili una dieta controllata.

  • La psicoterapia può essere un efficace strumento per affrontare la fame emotiva, aiutando a comprendere le radici del problema e sviluppando strategie alternative.

Infine, è fondamentale non sottovalutare questa condizione quando si presenta. Riconoscerla è il primo passo per intraprendere un percorso che contribuisca a un ritrovato benessere personale.

Leggi anche: Mangiare cibi fritti può causare ansia e depressione: lo studio

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