Mangiare cibi fritti può causare ansia e depressione: lo studio

Mangiare troppi cibi fritti non fa bene alla salute, lo si sa, e nemmeno alla linea. Quello che però è emerso da un recente studio è che può provocare anche ansia e depressione. Ecco che cos’ha messo in luce l’indagine pubblicata sulla rivista Pnas.

I rischi nel consumare troppi cibi fritti

Mangiare cibi fritti può essere delizioso, ma consumarli regolarmente può essere dannoso per la salute. I cibi fritti sono ad alto contenuto calorico, anche per via del loro metodo di cottura, cioè immersi nell’olio.

Questo processo di cottura riduce il contenuto di nutrienti nei cibi e può aumentare invece quello dei grassi saturi e di sale.

A causa di questo emergono dunque diversi rischi, tra i quali troviamo i seguenti:

  • aumento di peso: i cibi fritti sono generalmente molto calorici e ricchi di grassi saturi. Consumarne in grandi quantità può contribuire all’aumento di peso, che a sua volta può aumentare il rischio di obesità, diabete e altre malattie a esso collegate;
  • malattie cardiache: i cibi fritti sono spesso ricchi di grassi, che se consumati in eccesso possono aumentare i livelli di colesterolo e di trigliceridi nel sangue, aumentando di fatto il rischio di malattie cardiache;
  • problemi digestivi: i cibi fritti sono difficili da digerire, soprattutto se consumati in grandi quantità. Ciò può provocare bruciore di stomaco, acidità, gas e diarrea.

Bisogna infine considerare la scarsità di nutrienti presenti in questo tipo di cibi, che non possono minimamente essere paragonati ad altri salutari come frutta, verdura e via dicendo.

Cibi fritti e rischio di ansia e depressione, i risultati dello studio

Nel paragrafo precedente abbiamo messo in luce alcuni dei rischi più importanti relativi alla salute di chi li consuma, dobbiamo però fare un ulteriore step. Infatti, secondo uno studio condotto all’Università di Zhejiang, in Cina, ci sarebbe una correlazione tra i cibi fritti e l’ansia e la depressione.

L’indagine è stata condotta su un campione di oltre 140mila persone, sia uomini che donne, e ha dimostrato come il loro impatto sulla salute mentale sia importante.

“Il nostro studio, basato su una popolazione di 140.728 persone, ha rivelato che il consumo frequente di cibi fritti, in particolare di patatine fritte, è fortemente associato a un rischio maggiore del 12% e del 7%

rispettivamente di ansia e depressione”. Hanno scritto gli autori.

A rischiare maggiormente sono le persone di sesso maschile e i consumatori più giovani, ma anche le donne ne vengono colpite. Alla base della questione c’è l’esposizione cronica e prolungata all’acrilammide, un sottoprodotto del processo di cottura dei fritti. È inoltre emerso che proprio l’acrilammide contribuisce alla formazione di radicali liberi che contribuiscono allo sviluppo dei sintomi delle due patologie sopracitate.

Questa disregola il metabolismo degli sfingolipidi e dei fosfolipidi, attori molto importanti nello sviluppo di ansia e depressione.

Evitare di consumare troppi cibi fritti

Alla luce di quanto scritto fino a qui, appare chiaro che un esagerato consumo di cibi fritti non porti altro che a controindicazioni. Alle già ben note problematiche riconducibili alla salute fisica, ora si aggiungono quelle relative alla salute mentale, incrementando le nozioni sulle sue conseguenze.

Ricerche come questa sono fondamentali per comprendere appieno il funzionamento del nostro organismo, in tutta la sua interezza. La correlazione tra cibo, corpo e mente è sempre più evidente, e per il benessere dell’uno non si può prescindere dal benessere dell’altro.

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