“La nomina a capo Dap nel 2018 è avvenuta secondo la legge, con la più ampia discrezionalità e non c’è stato alcun tipo di condizionamento”. Così il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, nella sua informativa alla Camera sulla vicenda della mancata nomina a capo del Dap nel 2018 di Nino Di Matteo. “Le esternazioni di alcuni boss all’interno del carcere, preoccupati di una possibile nomina al Dap del dottor Di Matteo erano già note al ministero dal 9 giugno 2018, prima della telefonata in questione”, ha ribadito il ministro, ricordando che “tra l’altro, in occasione di quella prima telefonata, fu lo stesso Di Matteo a parlarmi di quelle frasi pronunciate dai boss”.
“La trasparenza e la verità rappresentano sempre i migliori antidoti per dibattiti contaminati dalla menzogna e dalla malafede, dibattiti come quello degli ultimi 8 giorni aventi ad oggetto, per l’appunto, la nomina del capo Dap del 2018”, ha quindi sottolineato il ministro. “Non mi riferisco alle parole del dottor Di Matteo: mi riferisco invece al fatto che su quelle parole pronunciate domenica 3 maggio 2020, il dibattito politico e mediatico ha generato una congerie di caotiche e vergognose illazioni e suggestioni istituzionalmente e personalmente inaccettabili”, ha spiegato.
“C’è un confine e un limite a tutto e per me, quel confine, in politica e fuori dalla politica è rappresentato dalla mia onorabilità, nonché dal rispetto degli altri e della memoria di chi è morto per servire questo Paese. Ebbene, questo confine è stato ampiamente superato”, ha proseguito il ministro. “Immagini delle stragi di mafia buttate a caso tra un chiacchiericcio e un altro di improvvisati esperti antimafia, l’alone di mistero intorno al nulla per evocare inesistenti retroscena, sono tutte operazioni -ha rimarcato- che mancano di rispetto proprio alle vittime di quelle stragi e ai loro familiari”.
“Adesso è necessario rassicurare tutti i cittadini che credono nella lotta alla mafia perché sappiano che il fronte antimafia rimane compatto”, ha ribadito Bonafede concludendo il suo intervento.


