Search results for: Covid-19

Menarini Diagnostics lancia il test molecolare che distingue il Covid-19 da influenza in 20 minuti 

FIRENZE, Italia, 17 dicembre 2020 /PRNewswire/ — Covid-19 o influenza? In presenza di sintomi come febbre, tosse o raffreddore, una diagnosi immediata, precisa e che riesca a distinguere queste due patologie è cruciale, soprattutto nel pieno della stagione invernale.  Menarini Diagnostics ha…

Covid-19, via libera dalla Lombardia. Tamponi rapidi in arrivo nelle farmacie

Il via libera da una Circolare di Regione Lombardia: le farmacie come risorsa aggiuntiva per ampliare l’offerta di tamponi rapidi

In considerazione della capillarità della loro presenza sul territorio, le farmacie sono state identificate da Regione Lombardia come risorsa aggiuntiva per ampliare l’offerta di tamponi rapidi ed estendere così la rete dei diversi snodi del Sistema Sanitario Regionale, che sta mettendo a disposizione dei cittadini il maggior numero possibile di test diagnostici per il Covid-19”. Lo annuncia la dottoressa Annarosa Racca, Presidente di Federfarma Lombardia.

La possibilità, prevista da una Circolare di Regione Lombardia, di eseguire il tampone rapido presso la rete delle farmacie, è un’ottima notizia per tutti i cittadini e per il sistema nel suo complesso – prosegue la Presidente Racca – perché è ormai chiarissimo che intercettare in modo diffuso e tempestivo tutti i casi di presunta positività al Covid-19 è la principale contromisura da mettere in atto per arginare la diffusione dell’epidemia. Per le farmacie, che sono coinvolte sin dal primo giorno nella gestione della pandemia, è assolutamente naturale mettersi a disposizione dei cittadini e della Autorità sanitarie: ci organizzeremo in tempi brevissimi, secondo le indicazioni della Circolare della Regione – conclude la Presidente – e saremo come sempre in prima linea, sul territorio, per contribuire anche all’identificazione di persone potenzialmente positive al Covid-19”.

BD Surpasses 1 Billion Injection Device Orders in Support of COVID-19 Vaccination Efforts Around the World 

Commitments include more than 400 million dose units across Europewith 125 million devices delivered to date  EYSINS, Switzerland, Dec. 17, 2020 /PRNewswire/ — BD (Becton, Dickinson and Company) (NYSE: BDX), a leading global medical technology company, today announced that it has…

Canadian pilot study suggests prescription icosapent ethyl (VASCEPA®) might improve symptoms of COVID-19 and reduce inflammation 

TORONTO, ON, Dec. 14, 2020 /PRNewswire/ — The results of a Canadian study released this weekend provides encouraging data suggesting that the prescription strength omega-3 called icosapent ethyl (VASCEPA) may reduce inflammation and improve symptoms in patients with a diagnosis of COVID-19. “This…

ADVAITE Receives CE Mark Clearance For Its RapCov™ Rapid COVID-19 Test 

  Company’s diagnostic testing kit “RapCovTM” offers the promise of a convenient and rapid solution for screening large populations for IgG antibodies to COVID-19  MALVERN, Penn., Dec. 4, 2020 /PRNewswire/ — ADVAITE Inc., an innovative biotech company focused on developing novel diagnostic point-of-care…

Drawbridge Health partners with University of Cambridge Researchers for use of OneDraw™ Blood Collection Device in COVID-19 and Other Clinical Studies 

MENLO PARK, Calif., Dec. 3, 2020 /PRNewswire/ — Drawbridge Health and the Medical Research Council (MRC) Epidemiology Unit, University of Cambridge (UK) today announced the use of the OneDraw™ Blood Collection Device1 for remote blood sample collection in a large-scale surveillance…

VeChain Enables the E-HCert App to Go Beyond COVID-19 Records and Onboards Another Hospital in Cyprus 

NICOSIA, Cyprus, Dec. 3, 2020 /PRNewswire/ — The COVID-19 pandemic showed the world the value of digital technologies and demonstrated their increasingly vital role in healthcare. During 2020, VeChain, alongside I-Dante, collaborated to work on blockchain-enabled medical solutions, co-developing the E-HCert App…

Covid-19 e BPCO, riparte la campagna #UnEspertoPerTe

Due appuntamenti live e una campagna social per rispondere ai dubbi dei pazienti e dare consigli utili su come gestire al meglio la BPCO

La seconda ondata del Covid-19 ha fatto riaffiorare dubbi e paure nei pazienti affetti da patologie respiratorie come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), sia per il timore di essere più a rischio di contrarre l’infezione e che questa possa evolvere in un’insufficienza respiratoria grave, sia per l’impatto delle nuove misure restrittive sugli aspetti concreti legati alla gestione quotidiana della malattia, dalle visite, alle terapie, alla possibilità di svolgere attività fisica.

Con l’obiettivo di rassicurare i pazienti, ma anche di fare chiarezza e fornire consigli utili su come gestire la BPCO e altre patologie respiratorie in questa nuova fase dell’epidemia, riparte la campagna #UnEspertoPerte: due nuovi appuntamenti in diretta Facebook con altrettanti professionisti pronti a rispondere alle domande dei pazienti, intervistati dai conduttori televisivi Marco Maisano e Adriana Volpe.

Tutte le informazioni sugli appuntamenti live e sulle modalità di interazione con gli esperti sono disponibili sulla pagina Facebook e sul sito web dell’iniziativa www.unespertoperte.it.

La campagna educazionale è realizzata con l’egida scientifica di SIP (Società Italiana di Pneumologia) e SIAAIC (Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica), con il supporto di FederAsma e allergie e dell’Associazione Italiana Pazienti BPCO Onlus, e con il contributo incondizionato di Chiesi Italia, la filiale italiana del Gruppo Chiesi, azienda impegnata nella ricerca scientifica, principalmente nell’area delle malattie respiratorie.

“Ho la BPCO, sono più a rischio di contrarre il Covid?” – “Come faccio a distinguere tra i sintomi della BPCO e quelli del Coronavirus?” – “Devo vaccinarmi contro l’influenza?” – Posso svolgere attività motoria in questo periodo? Sono solo alcuni dei quesiti più ricorrenti tra i pazienti affetti da BPCO che in Italia sono quasi 2 milioni, il 3,01% della popolazione.

“Sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, la BPCO non aumenta il rischio di contrarre l’infezione da Coronavirus. Tuttavia, i pazienti, se ospedalizzati per Covid-19, possono avere una prognosi peggiore a causa della limitata riserva respiratoria. In Italia, ad oggi, nel 17,2% dei soggetti deceduti per Coronavirus si è riscontrata la BPCO quale patologia cronica sottostante, dato da non trascurare, insieme a cardiopatie, ipertensione o diabete – spiega Andrea Bianco, Professore Ordinario di Malattie Respiratorie all’Università della Campania “Vanvitelli” – Ospedale Monaldi Napoli. È importante che i pazienti con BPCO, soprattutto quelli più fragili, si proteggano con dispositivi di protezione individuale e distanziamento, e si sottopongano alla vaccinazione anti-influenzale e anti-pneumococcica, riducendo così il rischio di riacutizzazioni, in molti casi dovute proprio ai virus”.

“Covid e riacutizzazione di BPCO possono avere talora sintomi simili, tuttavia mentre la febbre è un elemento costante nell’infezione da Coronavirus, non è necessariamente presente nell’esacerbazione di BPCO. Inoltre, quest’ultima è più comunemente caratterizzata da tosse produttiva (con secrezioni), al contrario, il paziente con polmonite interstiziale da Covid-19 manifesta tipicamente una tosse secca” – dichiara Andrea Vianello, Direttore UOC di Fisiopatologia Respiratoria, Azienda Ospedaliera di Padova. Per le persone affette da BPCO, è fondamentale non interrompere la terapia inalatoria in corso, per scongiurare il rischio di un aggravamento della malattia di base. Altro aspetto critico è rappresentato dall’attività fisica, che è stata senza dubbio penalizzata in questi mesi, con conseguenze molto negative sulla qualità di vita dei pazienti. Il peggioramento della performance fisica – che noi esperti chiamiamo decondizionamento – si manifesta con un aumento della dispnea (la sensazione di fiato corto), che a sua volta induce a limitare il movimento, mantenendo un circolo vizioso che non raramente si conclude con un’esacerbazione di malattia e la necessità di ricovero”.

In sintesi, i comportamenti utili per ridurre il rischio di contagio da Coronavirus e a prevenire le complicanze della BPCO sono:

1. Seguire le norme di sicurezza (mascherina e lavaggio delle mani) e di distanziamento;
2. Mantenere la terapia inalatoria in corso;
3. Praticare una regolare attività fisica, anche in casa, avvalendosi del supporto di app e tutorial consigliati dal medico;
4. Sottoporsi alle vaccinazioni antinfluenzale e anti-pneumococcica per proteggersi dalle più comuni infezioni respiratorie


“Chiesi conferma il proprio impegno al fianco delle persone affette da patologie respiratorie, oggi più che mai messe a dura prova dalla pandemia in corso –
commenta Raffaello Innocenti, Direttore Generale di Chiesi Italia -. Con questa iniziativa continua il nostro sostegno alle Società scientifiche e alle Associazioni pazienti nel percorso di ascolto dei bisogni e informazione al paziente, basandoci su solide evidenze scientifiche, per fornire un supporto alla gestione quotidiana della malattia, contribuendo a migliorare la qualità della vita”.

Covid-19, la fragilità negletta dei nostri anziani ha mandato in tilt il sistema

La pandemia, gli anziani e la difficoltà del suo sistema sanitario e assistenziale a farsene carico in maniera adeguata

Ci è voluto il Covid per ricordarci che con quasi 14 milioni di anziani over-65 (di cui 5 milioni e mezzo affetti da almeno tre malattie croniche e 4 milioni con disabilità gravi), la multimorbilità e la fragilità sono la vera sfida per il Paese. Sfida che impone, oggi, un cambio di passo.

“Il Covid è stato un naturale stress-test del nostro sistema sanitario, del quale ha mostrato le fragilità sul territorio e una certa resilienza all’interno dell’ospedale – commenta il prof. Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva e componente del Comitato tecnico-scientifico. Di medicina territoriale si parla già da tempo, ora è arrivato il momento di dotare l’assistenza primaria di strumenti concreti e chiare direttive organizzative, e le risorse in arrivo dall’Europa sono un’occasione da non sprecare”.

Due sono le direttrici lungo le quali procedere: da un lato la riorganizzazione e il potenziamento dell’offerta dei servizi territoriali, a partire dalle cure domiciliari, dall’altro l’utilizzo di strumenti di valutazione standardizzati per riconoscere, misurare e trattare la fragilità. Due importanti novità in tal senso sono rappresentate dall’Indice della fragilità in Medicina Generale e dall’Indicatore sintetico di aderenza  (strettamente correlato al fenomeno della politerapia – il 14% degli anziani assume 10 o più farmaci al giorno), presentati  nel corso della quinta edizione degli “Stati Generali dell’assistenza a lungo termine”, la due giorni di approfondimento e confronto sulla Long-Term Care organizzata da Italia Longeva, che ha preso il via oggi in edizione virtuale.

Per capire che la long-term care, l’assistenza territoriale, non abbia retto dinanzi alla pandemia, basta guardare all’offerta di servizi di assistenza domiciliare (ADI) e residenzialità assistita (RSA), che nel 2019 è rimasta pressoché immutata rispetto all’anno precedente. Assistenza carente, a fronte di un aumento dell’assistenza informale, cioè ad opera di caregiver non professionali, che in Italia è svolta per circa il 70% dagli immigrati. A rivelarlo è l’Indagine di Italia Longeva Anno 2020: stress-test della long-term care, curata da Davide Vetrano, ricercatore al Karolinska Institutet di Stoccolma e consulente scientifico di Italia Longeva, in collaborazione con la Direzione Generale della Programmazione sanitaria del Ministero della salute e l’Istituto Superiore di Sanità.

Secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2019 il 2,4% degli anziani over-65 è stato assistito in RSA (329mila persone, il 91% con più di 75 anni) e 2,8 anziani su 100 (378mila persone) hanno ricevuto cure a domicilio, meno di un terzo rispetto ai valori europei che si attestano intorno all’8-10%, e con forti divari regionali. Più confortante è il quadro relativo all’offerta di cure palliative ai malati oncologici. Ne 2019, ne hanno beneficiato circa 50mila pazienti (il 29,7% del totale), che sono stati assistiti dalla rete delle cure palliative presso il domicilio o in hospice (+5,3% rispetto al 2017).

Oggi la grande urgenza, e priorità di investimento, è mettere il sistema sanitario nelle condizioni di curare il maggior numero di anziani a casaaggiunge il prof. Bernabei. Ma l’assistenza domiciliare non è una cosa che si improvvisa, bisogna saperla fare, avere competenze articolate, capacità di valutazione dei bisogni e di intervento sul paziente. E richiede tecnologie, strumenti di valutazione del bisogno precisi e standardizzati. La priorità è innanzitutto definire chi la fa e come si fa. Usiamo le risorse del Recovery Fund per costruire un modello di assistenza domiciliare efficiente e moderno, per non farci trovare impreparati quando arriverà la prossima pandemia, un’ondata di calore o qualsiasi altro tipo di emergenza con un impatto sulle fragilità”.

Se l’obiettivo è affrontare la complessità e non la singola patologia, allora la priorità è riuscire a tracciare l’identikit di ogni paziente fragile multi-morbido. La buona notizia – come riporta l’approfondimento monotematico su “multimorbilità e fragilità” contenuto nell’Indagine di Italia Longeva – è che i medici di famiglia potranno avvalersi di uno strumento per misurare la fragilità nei loro assistiti, messo a punto dalla Società Italiana di Medicina Generale, in collaborazione con Italia Longeva e con il Karolinska Institutet di Stoccolma. L’indice della fragilità si basa su un algoritmo informatico che, analizzando la combinazione di “25 deficit predefiniti” (malattie croniche, limitazioni funzionali, assunzione di un elevato numero di farmaci, vulnerabilità sociale, ecc.), riesce a prevedere, ad esempio, chi è a rischio di cadute, di sarcopenia, di sviluppare demenza e disabilità, fino alla predizione accurata del rischio di ospedalizzazione e decesso.

Va organizzata una filiera assistenziale per la presa in carico dell’anziano centrata sulla misurazione della fragilità – commenta ancora il Presidente Bernabeida parte del medico di medicina generale, che deve valutare il livello di fragilità dei suoi assistiti; da parte dell’ospedale che, sin dall’arrivo in Pronto Soccorso, deve inquadrare il livello di fragilità del paziente per agevolare il buon funzionamento della macchina della continuità assistenziale al momento delle dimissioni. Ancora, conoscere la distribuzione dell’indice di fragilità dei residenti di una RSA può aiutare a stimare in anticipo il carico assistenziale richiesto e le risorse da mettere in campo. L’informatizzazione di queste valutazioni e la loro accessibilità sono un elemento imprescindibile per migliorare i processi e per realizzare una long-term care di qualità”.

Se dal punto di vista assistenziale è importante ripensare alcuni settori del sistema sanitario che si sono rivelati ‘fragili’ con la pandemia, a partire dalle RSA, per migliorare la governance della long-term care è necessario dare una risposta efficace e sostenibile anche al tema della (mancata) aderenza alla terapia, strettamente correlata all’aumento della multimorbilità e della politerapia (l’utilizzo di 5 o più farmaci), che comporta un maggior rischio per i pazienti di complicanze e ricoveri, e un aumento significativo dei costi sanitari.

Va in questa direzione la proposta di Italia Longeva di un Indicatore sintetico di aderenza, da inserire tra gli indicatori monitorizzati nel Nuovo Sistema di Garanzia dei LEA, quale strategia standardizzata di misurazione dell’aderenza in tutto il Paese. Ad oggi, infatti, il tema dell’aderenza è assente tra i criteri da rispettare per garantire l’adempimento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), venendo così a mancare un meccanismo che incentivi le Regioni e le Aziende sanitarie a mettere in atto interventi mirati per promuovere una maggiore aderenza, fattore determinante per raggiungere migliori outcome di salute nella popolazione e ridurre i costi a carico del SSN.

breathesimple™ Offers Free Breath Training for COVID-19 Sufferers 

PITTSBURGH, Nov. 30, 2020 /PRNewswire/ — As COVID-19 expands globally, demands for long-term rehab support have emerged. This threatens already strained healthcare systems.  Johns Hopkins University’s Doctor Peiting Lien believes recovering lost lung function is possible but can require therapy and exercises…

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