Tensione al Circo Massimo. I manifestanti, circa un centinaio, hanno lanciato fumogeni e bombe carta. Un cassonetto del vetro è stato rovesciato e le bottiglie sono state lanciate contro lo schieramento di polizia in assetto antisommossa. Molti manifestanti hanno i cappucci e le mascherine sono state indossate per coprire i lineamenti. Alcuni dei manifestanti hanno intonato l’inno d’Italia all’ombra di via dei Cerchi, alcuni con il braccio destro alzato, al grido di ‘Duce’.
Dopo la ‘battaglia’ in via dei Cerchi la folla è scesa al Circo Massimo. C’è chi indossa ancora il passamontagna calzato per gli scontri, chi ha in mano ancora le bottiglie di vetro raccolte dai cassonetti lasciati pieni e utilizzate contro le forze dell’ordine. Dal palco finora deserto un uomo arrivato da Brescia ha chiesto un minuto di silenzio per i morti da Coronavirus ma la pace è durata poco. Poi di nuovo la corsa verso via della Greca, il lancio dei fumogeni e l’uomo dal palco che urla “State rovinando tutto”.
Un gruppo di una ventina di giovani vestiti di nero e con i cappucci della felpa tirati su, proveniente da viale Aventino, ha aggredito altri manifestanti. Sono ripresi così gli scontri tra opposti schieramenti in una manifestazione che avrebbe dovuto avere un obiettivo comune. Un fumogeno lanciato dalla piazza verso la strada ha causato un principio di incendio. Per spegnere le fiamme è intervenuta la polizia con degli idranti.
Molti manifestanti sono arrivati da Brescia e Verona per la manifestazione organizzata da Forza Nuova cui prendono parte anche molti ultras. “Siamo apolitici – racconta all’Adnkronos un manifestante arrivato da Brescia – ci conosciamo tutti, siamo amici. Il Garda è raso al suolo a livello economico. Siamo artigiani, commercianti, rappresentanti alimentari che servono ristoranti, ragazzi in cassa integrazione. La manifestazione è aperta a tutti, purché senza simboli politici. La maglietta bianca rappresenta questo”.
“Speriamo di ottenere qualcosa, più tardi -spiega- una delegazione andrà al Quirinale: ciò che è stato fatto, se è stato fatto, evidentemente non è arrivato. La mia compagna lavora in una casa di riposo in provincia di Mantova e ancora aspetta che le facciano il tampone”.


