Ricciardi: “App? Non sono soddisfatto, da sola non basta” 

“L’App da sola non è risolutiva, è uno strumento d’allarme rapido, che però ha bisogno del supporto del sistema sanitario e degli operatori. Da tecnico, non sono molto soddisfatto dell’App, perché quello che sta succedendo nei Paesi democratici è una grande discussione, giusta che però fa perdere tempo e fa vincere il virus”. E’ il parere di Walter Ricciardi, rappresentante italiano nel Comitato esecutivo dell’Organizzazione mondiale della sanità e consigliere del ministro della Salute Speranza, rispondendo alla domande al termine della lezione in streaming di ‘Maestri d’Italia’, il programma di Tim – Operazione Risorgimento.  

“Non voglio arrivare agli estremi di un Paese autoritario come la Cina, perché sono troppo forti – precisa -. Ma senza geolocalizzazioni, anche soltanto con il bluetooth è possibile individuare le persone che sono entrate in contatto con positivi”. “In questo momento c’è grande resistenza e prevale l’approccio della privacy. Gli inglesi sono molto pragmatici, si sono sottratti alla dialettica Facebook-Google e hanno deciso di fare un’App centralizzata con geolocalizzazioni: sono una democrazia che ha scelto un approccio molto forte. Io spero che” in Italia si trovi “un equilibrio, che però non sia un equilibrio che preservi la privacy senza bloccare il virus”.  

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