Covid, Remuzzi: “Dovremo prendere precauzioni almeno per un paio d’anni”

”Mi aspettavo” che il coronavirus “sarebbe diventato progressivamente meno aggressivo” perché ”questa è la naturale evoluzione di tutti i virus che tendono nel giro di pochi anni a diventare meno letali” però che la variante Omicron ”fosse così capace di diffondersi tanto rapidamente, che non è detto sia necessariamente una cosa così negativa, non me lo aspettavo assolutamente”. Lo afferma Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, intervenendo a ‘Mezz’ora in più’ su Rai tre.  

”Se vogliamo parlare di tempi dobbiamo tenere conto che dovremo ancora prendere delle precauzioni almeno per un paio d’anni” dice Remuzzi. ”Ci sono tanti fattori che possono fare pendere la bilancia dalla parte di chi dice siamo attenti ma non mettiamo delle misure eccessive, o dalla parte di chi dice sarà una catastrofe e dovremo avere ancora per molto tempo delle misure rigide”, osserva. ”Questo dipende da tanti fattori, sostanzialmente hanno ragione tutti e due”.  

Per Remuzzi, inoltre, ”l’enfasi che è stata messa per le varianti precedenti (a omicron ndr) sulle superfici, come pulire tavoli, è probabilmente sbagliata perché il virus vive nelle cellule, quindi se abbiamo una gocciolina che viene dalla bocca, si trova sul bicchiere, beviamo dallo stesso bicchiere in poco tempo, è chiaro che è ancora possibile ammalarsi. Ma se rimane sulla superficie per un po’ si secca e muore”. 

“Il virus non vive fuori dalle cellule” quindi ”bisogna fare molta attenzione alle misure di protezione individuale, ai nonni che baciano i bambini, ma le superfici non hanno questo problema”, conclude Remuzzi. 

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