La variante Delta “è una delle tante varianti e non è più preoccupante rispetto alle altre”. Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Istituto Spallanzani rassicura a proposito della pericolosità di questa variante e dell’efficacia dei vaccini. “Il dato da sottolineare sono 37 su 106 tamponi positivi, sottoposti a sequenziamento, e di queste il 5 per cento sono vaccinati in seconda dose” dice a margine della prima giornata dei richiami del vaccino Pfizer allo Spallanzani. “Noi ci aspettiamo un’efficacia del vaccino del 92-93 per cento e siamo al 95 per cento, significa che siamo ad un’efficacia molto alta”. “Aggiungiamo che c’è una sintomatologia molto scarsa e questo ci dice che non dobbiamo preoccuparci delle varianti. Il virus muterà sempre ed è già cambiato, non può essere questo l’elemento dirimente rispetto alla strategia che viene rafforzata: vaccinare vaste aree di popolazione”, ha aggiunto Vaia.
“Tutti i vaccini sono buoni. Ai fini soprattutto della prevenzione della malattia e tutti i vaccini posso dare delle reazioni avverse. Quindi non c’è una classifica da fare di serie A o di serie B. Questo virus è come quel pugile che è alla resa, stiamo per dargli il colpo del ko. Glielo daremo se continuiamo con questa campagna vaccinale”.
“Sugli europei ho promosso e sottoscritto questo protocollo come consulente della FIGC per la riapertura del campionato e quello per gli europei: ero e resto favorevole. Noi dobbiamo aprire e allo stadio non devono venire persone che non sono vaccinate in seconda dose”.
“I giovani hanno dato ancora una volta grande testimonianza di entusiasmo, quando si dice che si è abbassata la media dei contagiati sembra che il virus privilegia i giovani anziché gli anziani ma questo succede perché abbiamo vaccinato prima gli anziani e i più fragili adesso che vacciniamo i giovani questi cambierà. Il binomio giusto ora è serenità e rigore”. “Qui ho messo in campo una squadra di psicologi che hanno assistito i genitori e i ragazzi. Cosa è venuto fuori? La preoccupazione dei ragazzi non rispetto al vaccino ma rispetto a quello che gli hanno raccontato. – ha aggiunto Vaia- La morte di quella ragazza Camilla ha spaventato tutti. E poi però anche il coraggio del giovane di dire che non è così e di vaccinarsi comunque. Si tratta di paure indotte da una comunicazione sbagliata prevalentemente su AstraZeneca”.