Zitromax introvabile, cosa dicono Bassetti e Burioni

Lo Zitromax “non solo non è un farmaco anti-Covid perché è un antibiotico, ma non serve a nulla nel trattamento contro il coronavirus”. Così all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale Policlinico San Martino di Genova, commentando l’allarme per la mancanza del medicinale nelle farmacie dove lo Zitromax è introvabile. 

“Gli antibiotici vanno usati in meno nell’1% dei casi totali di Covid – spiega Bassetti -Oggi invece la gente si prende lo Zitromax con cure declinate dai social. Prenditi lo Zitromax, fatti un tampone o prendi un po’ di lattoferrina. C’è una confusione totale e troppo allarmismo. Serve mettere un punto e fermare questa deriva: i medici devono tornare a fare il loro lavoro e le persone devono seguirli”.  

Bassetti lo chiarisce anche su Facebook: il farmaco Zitromax* è esaurito perché viene prescritto da molti medici e richiesto dai pazienti per curare Covid. Anzi, peggio, per chi è positivo al tampone anche se asintomatico. La domanda è: serve l’azitromicina nella cura del Covid? C’è un dato o uno studio che dica che serve a qualcosa? Che fa guarire prima? Che riduce gli accessi in ospedale? Che riduce la mortalità? Nulla di tutto questo. Azitromicina è un antibiotico che serve nella terapia di alcune infezioni batteriche, ma non serve a niente nella cura del Covid. Sapete a cosa serve? A produrre batteri resistenti, di cui l’Italia è piena più di ogni altro Paese europeo”. 

“Nelle infezioni virali come il Covid, gli antibiotici non devono essere utilizzati, salvo in alcuni casi molto selezionati (meno del 2% del totale) – precisa l’infettivologo – Basta usare l’azitromicina e gli altri antibiotici nel Covid, perché non servono. Creano resistenze e poi mancano per chi ne ha veramente bisogno. Dopo i tamponi autoprescritti e autousati, ecco il fai da te con gli antibiotici. Povera Italia”, chiosa Bassetti. 

“Scarseggia nelle farmacie l’antibiotico usato per curare Covid-19”. Una notizia che il virologo Roberto Burioni, docente dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, su Twitter commenta così: “Il fatto che scarseggi un farmaco che non rientra nelle linee guida per la terapia di Covid spiega bene la nostra situazione”. 

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