Vaccino Covid under 6, Bassetti: “E’ un’opportunità”

(Adnkronos) – Vaccino Covid per i bambini sotto i 6 anni. L’immunizzazione “dai 6 mesi di vita ai 5 anni credo sia un’opportunità e per questo credo sia da raccomandarsi”. E’ la visione di Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive al Policlinico San Martino di Genova, che riflette sul valore della profilassi Covid-19 in questa fascia d’età, mentre l’Agenzia europea del farmaco Ema ha in corso la valutazione della richiesta di autorizzazione presentata da Moderna per l’utilizzo del suo vaccino nei più piccoli. “Per i bambini molto piccoli già è raccomandata la vaccinazione antinfluenzale, figurarsi se non lo dovrebbe essere quella per il Covid”.  

“Dopodiché – sottolinea l’infettivologo all’Adnkronos Salute – come la vaccinazione dei più grandi, questo rimane sempre un argomento da discutere col proprio pediatra. E, quindi, ogni genitore prenderà la decisione. Certamente non si può parlare di obbligo. Ma la possibilità di vaccinazione anti-Covid dovrebbe essere ampliata”.  

BOOSTER IN AUTUNNO – La ‘famiglia Omicron’ di Sars-CoV-2, “che s’è presa tutta la torta dei contagi, con Omicron 4 e 5 pone nuovamente il problema: il vaccino per settembre-ottobre dovrà essere fatto con vaccini aggiornati. Quindi dobbiamo mettere una grande pressione alle aziende farmaceutiche” perché siano disponibili in tempo utile. “Anche perché credo che a settembre-ottobre una dose di richiamo la dovranno fare tutti. Non è più un argomento da quarta dose come quello di oggi, che riguarda unicamente persone anziane e persone fragili, ma dovrà riguardare tutta la popolazione”.  

Per l’esperto “tutti dovremo fare il richiamo pre-invernale”, ma niente obbligo stavolta. “Io – sottolinea – sono sempre dell’idea che a questo punto, fatta la prima base di immunità anche con Green Pass, obblighi e quant’altro, a settembre-ottobre dovremmo essere bravi a convincere le persone a fare il richiamo. Non credo che sia il caso di parlare di obbligo, però è certo che questa variante Omicron che evolve sicuramente può essere nel futuro un problema”, da affrontare puntando sui vaccini. Stamattina è stato il ministro della Salute, Roberto Speranza, rinnovando l’appello per terze e quarte dosi, a sottolineare che, se arriveranno vaccini aggiornati, il booster potrà essere esteso anche ad altre categorie. 

“La dose di richiamo – ripete Bassetti – per il prossimo autunno dovrebbe essere fatta praticamente per tutti, secondo me, non offerta unicamente alle persone più fragili e agli ultraottantenni come oggi”. Il booster “dovrebbe essere offerto a tutti per prepararci alla circolazione del virus che avremo nel prossimo autunno-inverno. Io credo che sia importante pensare a un programma di richiamo vaccinale per settembre-ottobre. Quindi ci auguriamo che per quella data ci sia un vaccino aggiornato sulle varianti”. 

OMICRON 4 E 5 – “Sicuramente Omicron 4 e 5 sembrano evadere l’immunità prodotta dai vaccini” anti-Covid “e anche l’immunità naturale” di chi ha già avuto l’infezione, “quindi possono rappresentare un elemento di preoccupazione per un aumento potenziale dei contagi nel prossimo autunno. Probabilmente” queste sottovarianti “sono destinate a diventare preponderanti sulle altre. E’ probabile che presto anche in Italia prenderanno il sopravvento, magari non proprio in questa stagione, forse un po’ più avanti”. Per l’esperto bisogna porsi, senza cadere “nel terrorismo delle varianti”, il problema di un’eventuale ondata d’autunno significativa in termini di numeri, tema di cui si dibatte anche Oltreoceano. “Anche se – spiega – bisogna dire che in Sudafrica, dove in qualche modo queste varianti adesso sono diventate predominanti, soprattutto la 4 e la 5, i dati ci dicono che c’è un aumento dei contagi, ma a livello di gravità siamo di fronte a una malattia che normalmente è più lieve rispetto a quello che avveniva con le altre varianti Omicron, con una durata di ricoveri più breve e meno quadri gravi. In ogni caso è evidente che questo è un elemento di preoccupazione, non tanto per oggi ovviamente, quanto per il domani”. 

Negli Usa alcune proiezioni indicherebbero come possibile un’ondata da 100 milioni di infezioni nel periodo autunno-inverno, che interesserebbe quindi oltre il 30% della popolazione. Ma, fa notare Bassetti, “al di là del fatto che ci possano essere 100 milioni di contagi, tutto dipende sempre da che cosa rappresentano questi 100 milioni di casi: se sono contagi che in qualche modo danno dei quadri blandi e affrontabili è tutto un altro discorso rispetto a 100 milioni di contagi che portano a quadri gravi. Questa variante Omicron di Sars-CoV-2 che evolve sicuramente può essere nel futuro un problema. Dopodiché – ripete l’infettivologo – io ho sempre detto che eviterei di fare il ‘terrorismo delle varianti’, nel senso che l’importante è che una variante non dia quadri più gravi”. “Certamente per la circolazione del virus”, invece, l’impatto che da questi sublignaggi potrebbe derivare “è importante”. 

 

 

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