Terza dose vaccino, negli Usa pareri divergenti

Ci sono molte voci divergenti sulla necessità di una terza dose di vaccino anti Covid per alcune categorie di persone negli Stati Uniti, scrive il New York Times. Le raccomandazioni delle agenzie coinvolte – anche quelle adottate all’unanimità, mascherano un significativo dissenso e malessere fra i loro consiglieri scientifici. 

Diversi scienziati consiglieri Centers for Disease Control and Prevention e della Food and Drug Administration, hanno spiegato che i dati dimostrano che, eccetto gli adulti di più di 65 anni, la grande maggioranza degli americani sono già ben protetti contro le forme gravi della malattia e non hanno bisogno di un booster. 

Alcuni esperti hanno denunciato di essersi sentiti obbligati a fare scelte difficili, sulla base di ricerche ancora sporadiche, nel pieno di una emergenza sanitaria. Ma alcuni hanno detto di essersi sentiti obbligati a votare in favore della terza dose per il modo in cui le agenzie federali hanno posto la questione che è stata loro sottoposta. 

“Non si tratta di raccomandazioni basate su prove”, ha riassunto Sarah Long, esperta in infettivologia pediatrica al Drexel College di Medicina di Filadelfia e nel Comitato consultivo del Cdc. Ci sono dati limitati sulla sicurezza e l’efficacia della terza dose. Quelli in sostegno del booster con Moderna e J&J sono “di qualità molto bassa”, ha spiegato Kathleen Dooling, scienziata del Cdc. 

La posizione ufficiale di Fda e Cdc è quella per cui gli anziani, le persone fragili e chi per lavoro è particolarmente esposto al virus, può richiedere una terza dose di uno dei tre vaccini approvati negli Usa (l’ultima categoria è stata inserita nelle raccomandazioni dei Cdc malgrado il parere contrario degli esperti). 

“Non penso che ci siano prove che ogni persona di queste categorie abbia bisogno di un booster, a oggi”, ha affermato Matthew Daley, ricercatore del Kaiser Permanente Colorado e membro del comitato consultivo del C.D.C. Ma dopo aver approvato i dati di Pfizer, gli scienziati non hanno voluto escludere gli altri prodotti. “La cosa che mi inquieta è che non sappiamo se i booster sono necessari”, ha precisato Cody Meissner, pediatra alla Tufts University School of Medicine e consigliere per l’Fda. 

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