Streptococco, aumento di casi nei bambini: ecco il perché

Si è registrato un importante aumento di casi di streptococco tra i bambini di meno di 10 anni. Ecco il perché.
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Si è registrato un aumento dei casi di streptococco nei bambini nel periodo successivo alla pandemia di Covid-19. Ecco il perché e i risultati dello studio.

Aumento di casi di streptococco nei bambini: i numeri

Non accadeva da molto tempo, ma il 2023 ha registrato un aumento importante di casi di streptococco tra i bambini. Un’impennata che ha messo in allerta sia l’OMS Europa che il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.

L’inizio dell’impennata risale al 2022, periodo nel quale Paesi come l’Irlanda, la Francia, i Paesi Bassi, il Regno Unito e la Svezia hanno dovuto fare i conti con un gran numero d’infezioni. Anche il Bel Paese ha registrato un rapido aumento, basti pensare che la vendita dei test per lo streptococco è aumentato del 2000% e la vendita dell’amoxicillina del 38%.

I contagi riguardano soprattutto i bambini con un’età inferiore ai 10 anni, e non sembra voler diminuire. Insomma, una situazione che va monitorata attentamente e che inizia a preoccupare gli addetti ai lavori e gli esperti.

Perché i casi sono in aumento

I numeri provengono direttamente da uno studio condotto dai ricercatori della Pediatria e della Microbiologia della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS e dell’Università Cattolica, pubblicato sulla rivista Lancet Microbe.

Secondo i ricercatori, l’aumento dei casi è una naturale conseguenza del cosiddetto “debito immunologico” causato dalle misure anti-COVID-19. Lo studio, iniziato nel 2018, ha analizzato l’incidenza delle infezioni da Streptococcus pyogenes (GAS) attraverso l’analisi di 2.230 campioni raccolti da 1.839 pazienti nell’arco di sei anni. Questo ha permesso di confrontare la situazione pre-pandemia con quella successiva.

Secondo quanto è emerso, nel biennio 2020/2022 i casi sono diminuiti grazie ai dispositivi di sicurezza utilizzati per limitare l’emergenza epidemiologica. Inoltre, grazie anche al numero ridotto di contatti e spostamenti, l’infezione è potuta circolare molto meno rispetto al periodo successivo.

La situazione dopo la pandemia

Con la rimozione delle misure protettive, e con l’aumento degli spostamenti e dei contatti interpersonali, nel 2023 le infezioni da streptococco sono ripartite, raggiungendo rapidamente i livelli pre-pandemici, con campioni positivi tra il 13% e il 16% del totale esaminato.

Inoltre, nel periodo post-COVID c’è stato un cambiamento importante: l’età dei bambini più colpiti dalle infezioni si è ridotta. Infatti, la fascia più interessata è quella compresa tra i 3 e i 6 anni. Il ridotto contatto con i microrganismi durante l’emergenza epidemiologica ha indebolito il sistema immunitario delle persone, soprattutto dei più piccoli.

Questo ha inevitabilmente provocato un’impennata delle infezione generando i numeri che abbiamo riportato in precedenza. Ora è importante monitorare la situazione, per capire se questo fenomeno potrà diminuire la sua incidenza o se i casi continueranno a crescere inesorabilmente.

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