Sindrome da fine scuola, cos’è e come combatterla

L'anno scolastico sta per finire e gli studenti sentono il peso della stanchezza. Ecco che cos'è la sindrome da fine scuola.

L’anno scolastico sta per volgere al termine e molti studenti si sentono stanchi, affaticati e hanno difficoltà nel concentrarsi per svolgere gli ultimi compiti. Ecco che cos’è la sindrome da fine scuola, come combatterla e i consigli degli esperti. 

Che cos’è la sindrome da fine scuola 

A livello emotivo, la scuola può essere stressante per tutti gli studenti, dai più piccoli ai più grandi, e proprio quando il traguardo sembra essere lì a un passo le energie sembrano mancare. 

Soprattutto per gli studenti delle scuole medie e superiori, però, proprio questo è il periodo del rush finale, nel quale si possono recuperare alcune materie o preservare la sufficienza senza rischiare la bocciatura. Capita inoltre che i docenti si trovino a rincorrere il programma e che in queste ultime settimane accelerino il ruolino di marcia per rimettersi in pari. 

Tutto ciò causa un profondo senso di stanchezza e di affaticamento, che spesso si tramuta anche in inappetenza e fatica nel riposare. Insomma, una situazione che può destabilizzare i più giovani e che i genitori spesso faticano a contrastare. 

Questa condizione si può riassumere con “sindrome da fine scuola”, frase che racchiude perfettamente la difficoltà nell’affrontare questo periodo sempre delicato. 

Quali sono i rimedi per combatterla 

Fortunatamente, secondo gli esperti ci sono alcune strategie adottabili per affrontare questa condizione, e sono anche alla portata di tutti, ma non si deve sottovalutare il problema. 

Elena Bozzola, consigliera della Società italiana di pediatria, ha dichiarato all’Adnkronos: “Questa fase dell’anno è sicuramente un momento di stress da non sottovalutare sul piano psicofisico per alunni e studenti”. 

Ha poi proseguito mettendo in luce anche un altro fattore influente, ovvero il caldo, che peggiora spesso la qualità del sonno e porta a un maggior senso di stanchezza: 

“Sia i piccoli che i più grandi tendono a rimanere svegli, cambia il ciclo sonno-veglia e questo ha ripercussioni sul numero di ore di sonno “buono”. E se un bambino dorme meno o si risveglia più volte durante la notte ne risente tutta la giornata. È più irritabile, inappetente. Una inappetenza che è già fisiologica quando aumentano le temperature, si tende a mangiare un po’ di meno, ma anche a bere di meno”. 

Per questo motivo, soprattutto in questo periodo, secondo Bozzola è fondamentale avere una vita sana, contraddistinta da una buona alimentazione, supporto emotivo da parte degli adulti e ritmi regolari, tutto ciò può tradursi in un buon riposo. 

Alimentazione e riposo, il binomio perfetto 

Come detto nel paragrafo precedente, avere un’alimentazione sana è fondamentale per contrastare la stanchezza di questo periodo. In particolare, secondo l’esperta, questa dev’essere composta da alimenti ricchi di vitamine, acqua e sali minerali, elementi molto utili per riacquisire i liquidi persi a causa della sudorazione.

Insomma, frutta, verdura e tutto ciò che può essere considerato leggero, sconsigliati invece i pasti pesanti. Infine, è importante mantenere un buon riposo e una vita più regolare possibile, quindi anche i sonnellini pomeridiani vanno bene.

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