Salute: Paolillo (Merck), ‘soluzioni digitali aiuto a 360° pazienti sclerosi multipla’ 

“Siamo giunti al quinto anno del premio ‘Innovazione digitale nella sclerosi multipla’, quindi Merck, in tempi non sospetti, ha iniziato a capire l’importanza di trovare soluzioni digitali che potessero supportare e garantire una normalità di vita al paziente affetto da sclerosi multipla”. E ha compreso come “una patologia così complessa non dovesse solo avvalersi dello sviluppo di farmaci, ma anche di supporti a 360° per il paziente e chi si prende cura di lui”. Lo ha dichiarato Andrea Paolillo, Medical Affairs Director di Merck in Italia, in occasione della presentazione dei progetti vincitori del premio 2020. 

“Il premio Merck per la sclerosi multipla – ha sottolineato – oggi diventa il premio Innovazione digitale nella sclerosi multipla, quindi un’evoluzione naturale che ha avuto nella pandemia e nel lockdown un’accelerazione drammatica. È emersa ulteriormente la necessità di creare una serie di sistemi per garantire il monitoraggio costante dei pazienti. Oggi abbiamo 20 terapie, quindi è importante creare un’interazione continua tra medico e paziente e la via del digitale rappresenta una soluzione adeguata. È possibile utilizzare strumenti come l’intelligenza artificiale per ottenere ulteriori informazioni su questa patologia; detto questo – ha precisato – l’interazione ‘face to face’ rimane comunque l’elemento cardine”.  

“Il premio quest’anno – ha riferito – presenta due novità: la prima è che la commissione giudicatrice aveva l’obiettivo di valutare i progetti affinché potessero diventare progetti di respiro nazionale. Questo è un elemento fondamentale nella ricerca. L’altra riguarda le start-up italiane in cui Merck crede molto”.  

“Merck è impegnata nella sclerosi multipla da anni, da quando ha iniziato a fare studi sullo sviluppo dell’interferone sclerosi multipla – ha ricordato Paolillo -. Questo lungo percorso è stato fondamentale per comprendere che una patologia così particolarmente complessa non dovesse solo avvalersi dello sviluppo di farmaci sempre più efficaci e sicuri ma che si dovessero sviluppare una serie di supporti a 360° per il paziente e per i suoi cari. Questo perché, all’atto della diagnosi, la patologia colpisce tutto l’ambito familiare e riguarda le aspettative, le attenzioni, il desiderio di creare una famiglia e di fare dei figli”.  

“Un’azienda – ha proseguito – deve trovare degli strumenti che possono aiutare il paziente in questo suo percorso. E per farlo deve avvalersi della collaborazione dei centri universitari e ospedalieri. Possiamo affermare che in Italia, grazie all’Aism e alla Fism, abbiamo un livello di eccellenza, riconosciuto internazionalmente, nella gestione e nel trattamento della sclerosi multipla. Da anni esiste un network dove le innovazioni scientifiche vengono costantemente condivise dal mondo accademico e ospedaliero con le aziende farmaceutiche. Questo avviene anche attraverso una partnership forte con le associazioni di pazienti”. 

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