L’arresto cardiaco, perché colpisce anche giovani sportivi

Negli ultimi anni, si è verificato un aumento dei casi di arresto cardiaco tra i giovani sportivi durante competizioni o attività di vario genere. Di recente, Bronny James, figlio di LeBron James e anch’egli giocatore di basket, è stato colpito da un arresto cardiaco durante un allenamento.

Le cause dell’arresto cardiaco tra i giovani atleti

Quando si parla di arresto cardiaco in giovani atleti, una delle cause più comuni è una malattia cardiaca ereditaria. Queste malattie genetiche possono includere la sindrome del QT lungo, la sindrome di Brugada, la displasia aritmogena, la miocardiopatia ipertrofica o dilatativa. Queste condizioni possono scatenare aritmie potenzialmente mortali, come la fibrillazione ventricolare, che può portare all’arresto cardiaco improvviso durante l’attività sportiva.

È importante sottolineare che molte di queste malattie ereditarie possono rimanere asintomatiche fino a quando non si verificano episodi critici. Pertanto, è fondamentale che gli atleti giovani, specialmente quelli con una storia familiare a rischio, siano sottoposti a esami accurati che comprendano anche aspetti genetici, come una risonanza magnetica e una valutazione approfondita dell’elettrocardiogramma da parte di esperti. Questo permette di individuare eventuali segni precoci di disturbi cardiaci e prendere le necessarie precauzioni.

Perché colpisce i giovani atleti

Durante l’attività sportiva intensa, il cuore e i polmoni sono sottoposti a uno stress significativo a causa dell’elevata richiesta di ossigeno e dell’attivazione delle catecolamine, ormoni che stimolano il muscolo cardiaco. Inoltre, la sudorazione e la perdita di elettroliti possono influire sull’equilibrio interno del corpo, aumentando il rischio di aritmie. Questi fattori combinati possono creare condizioni favorevoli all’arresto cardiaco in individui con una predisposizione genetica.

La consapevolezza di tali rischi e l’adozione di misure preventive sono cruciali per garantire la sicurezza degli atleti. Gli esami medici pre-partecipazione, che sono attualmente focalizzati principalmente su condizioni muscolo-scheletriche, dovrebbero includere una valutazione più approfondita. Ciò richiede la collaborazione tra medici dello sport e cardiologi con competenza nell’identificazione di malattie cardiache ereditarie. Un approccio più completo e personalizzato all’esame medico può aiutare a individuare eventuali anomalie e adottare le misure necessarie per prevenire eventi catastrofici.

È importante sottolineare che vivere con una malattia cardiaca ereditaria non significa necessariamente dover rinunciare allo sport. Con la giusta diagnosi e il trattamento appropriato, molti atleti sono in grado di continuare a praticarlo in modo sicuro, spesso sfruttando tecniche come l’impianto di un defibrillatore cardiaco sottocutaneo.

Il caso Eriksen

Non è la prima volta che un arresto cardiaco colpisce giovani sportivi. Chi segue il calcio avrà di certo in memoria il caso Eriksen, giocatore che all’epoca militava nell’Inter, che durante gli Europei del 2021 accusò un malore in campo.

Cadde a terra, circondato dai compagni e in attesa di cure mediche che, fortunatamente, arrivarono in pochi istanti. Anche in quel caso ci furono dubbi e domande a cui dover rispondere, il giocatore danese dovette sottoporsi a diverse analisi e a una lenta riabilitazione.

Dopo un periodo d’inattività riuscì anche a tornare a giocare su grandi livelli, rimanendo un calciatore professionista. Chiaramente nessuno potrebbe aspettarsi che uno sportivo come Eriksen, sottoposto di routine a esami clinici e di controllo, potesse crollare a causa di un arresto cardiaco.

Questo non fa che aumentare la consapevolezza di quanto sia importante sottoporsi a esami specifici, soprattutto se si conosce la cronistoria familiare e il rapporto con le malattie cardiache.

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