Ipertensione in gravidanza, ecco quali rischi si corrono

L’ipertensione è una condizione più comune di quel che si pensa e può manifestarsi anche durante la gravidanza, dando vita a quella che viene chiamata ipertensione gravidica. Questo problema, caratterizzato dall’aumento temporaneo della pressione arteriosa, richiede particolari attenzioni per far sì che non incida sulla salute del feto e della futura mamma.

Ipertensione in gravidanza, un problema frequente

L’ipertensione in gravidanza si verifica quando si registra un aumento temporaneo dei livelli di pressione arteriosa, con valori superiori a 140 mm Hg per la massima e 90 mm Hg per la minima in almeno due misurazioni consecutive.

Questo problema si manifesta generalmente dopo la 20esima settimana e tende a risolversi spontaneamente entro 6 settimane dal parto. Colpisce circa il 5-8% delle donne in gravidanza, con una percentuale che aumenta al 15% in caso di gravidanze gemellari.

Essendo dunque un problema abbastanza frequente, è importante capire quali sono i rischi e come combatterlo, informando le future mamme sull’argomento.

Quali sono le cause e i rischi

Non si conoscono con certezza le cause dell’ipertensione in gravidanza, ma gli esperti ritengono che possa essere collegata a danni alle pareti dei vasi sanguigni o a problemi nella formazione della placenta. Le donne in attesa di gemelli, quelle oltre i 35 anni e con precedenti gravidanze ipertensive hanno maggiori probabilità di sviluppare questa condizione.

Non solo, ci sono altri fattori di rischio, tra questi troviamo:

  • Ipertensione cronica
  • Malattie renali
  • Diabete
  • Lupus
  • Alterazioni della coagulazione del sangue
  • Peso corporeo eccessivo prima del concepimento.

Come combattere l’ipertensione gravidica

Preso atto che si tratta di una condizione comune che può derivare da diversi fattori di rischio è importante capire combatterla. Prima di tutto è fondamentale conoscere i valori, perché in base a questi si delineeranno i comportamenti suggeriti.

Quando la pressione minima è compresa tra 90 e 99 mm Hg, il trattamento è prevalentemente comportamentale. In questo caso, uno stile di vita sano, una dieta equilibrata, la gestione dello stress e l’evitare fumo e alcol possono essere sufficienti. L’attività fisica regolare è consigliata, poiché contribuisce al controllo del peso e riduce lo stress.

La dottoressa Carmela Asteria, endocrinologa e ricercatrice, consiglia un programma di allenamento che includa esercizi aerobici, di resistenza e stretching per almeno tre volte alla settimana, con sessioni di 50 minuti.

Non è sempre sufficiente cambiare stile di vita. Quando la pressione minima supera i 100 mm Hg è necessario intervenire con farmaci specifici. In alcuni casi, secondo alcuni esperti in materia, è consigliato l’uso di farmaci anche se la pressione massima supera i 160 mm Hg.

Non si devono sottovalutare gli effetti dell’ipertensione, in nessun caso, a maggior ragione se va a colpire donne in gravidanza. È fondamentale proseguire con le cure più adeguate, così da salvaguardare la salute sia di chi ne soffre che del feto in grembo. Dunque, è importante seguire uno stile di vita sano e rivolgersi a un medico nel caso in cui la patologia si presenti.

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