Il ‘responsabile’ Scilipoti: “Conte ce la può fare” 

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“Non è affatto un’offesa essere un ‘responsabile’. Responsabilità è una parola nobile. Certo, poi c’è chi lo fa nell’interesse del Paese e chi, invece, vuol garantirsi un posto che poi potrebbe perdere appena si va a votare…Io nel 2010 ho agito nell’interesse del Paese, allora era una situazione politica diversa e particolare. Ma anche oggi la situazione è molto particolare, anzi drammatica e molto, molto delicata. Ogni parlamentare faccia un atto di responsabilità per uscire rapidamente dall’attuale emergenza economica e sanitaria e magari poi tornare a votare…”. A parlare è l’ex ‘responsabile’ Domenico Scilipoti , il senatore di Idv che nel dicembre 2010 lasciò Antonio Di Pietro per ‘salvare’ il Berlusconi quarter da un’inevitabile crisi al buio. Scilipoti non rifiuta l’etichetta di ‘responsabile’, ma non accetta di essere additato come voltagabbana e paladino della transumanza politica:”Non si può fare di tutta l’erba un fascio…”.  

Il fondatore del primo gruppo di responsabili nella storia repubblicana che da qualche anno è tornato a fare il medico è convinto che Giuseppe Conte possa farcela ed evitare di cadere nel pieno della terza ondata di contagi, magari grazie al soccorso di vari parlamentari: ” Secondo me Conte ce la fa, ma dovrebbe cercare di aprirsi e parlare con tutti, perchè, ripeto, il momento è delicatissimo e tutti potrebbero essere disponibili a sostenere un percorso per uscire da una fase difficile e tornare a votare una volta superata l’emergenza”.  

”Serve un governo che possa coinvolgere tutti su un programma condiviso, sulle emergenze”, dice Scilipoti che in caso di fallimento di un Conte ter vede solo un governo di larghe intese, di unità nazionale, che conduca il Paese fuori dall’emergenza Covid e alle elezioni. ”Ora -avverte all’Adnkronos- non è consentito a nessuno giocare o fare delle riflessioni che non siano utili per il Paese. E la responsabilità ci impone di trovare convergenze su un programma comune. Io penso che Conte possa restare”, purchè si ”trovi una soluzione che coinvolga tutti per superare questo drammatico momento”. 

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