A due anni dall’introduzione del nuovo modello di distribuzione dei farmaci, il Ministero della Salute ha tracciato un primo bilancio evidenziando risultati positivi sia in termini economici sia di accesso alle cure. L’iniziativa, presentata durante l’evento “Farmaco accessibile: la rivoluzione gentile della prossimità”, ha messo in luce i benefici della riforma avviata con la Legge di Bilancio 2024.
L’incontro ha riunito rappresentanti istituzionali, esperti del settore farmaceutico e associazioni di pazienti, con l’obiettivo di analizzare l’evoluzione del sistema e delineare le prospettive future. Al centro del dibattito, il nuovo modello di distribuzione convenzionata, pensato per rendere i farmaci più facilmente disponibili sul territorio.
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Una “rivoluzione gentile” nella sanità pubblica
Il cambiamento introdotto è stato definito una “rivoluzione gentile”, ovvero una trasformazione progressiva ma concreta del sistema sanitario. Questo approccio ha permesso di ottenere risultati tangibili senza stravolgere l’organizzazione esistente.
I dati confermano l’efficacia della riforma: la riclassificazione di alcuni farmaci, come le gliflozine, ha generato un risparmio significativo per il Servizio Sanitario Nazionale. In pochi mesi, tra settembre e novembre 2025, si sono registrati risparmi per oltre 9 milioni di euro, con una proiezione annuale che supera i 36 milioni.
Questi numeri sono stati raggiunti anche grazie a una negoziazione più efficiente con le aziende farmaceutiche, oltre a una gestione più razionale delle risorse. Il consumo dei medicinali si è mantenuto in linea con le aspettative, dimostrando l’equilibrio del nuovo sistema.
Maggiore accessibilità e meno burocrazia
Uno degli obiettivi principali della riforma è stato quello di semplificare l’accesso ai farmaci, riducendo gli ostacoli burocratici. Oggi i cittadini possono ritirare molti medicinali direttamente nelle farmacie di prossimità, evitando passaggi complessi e tempi di attesa.
Questo cambiamento è particolarmente importante per le fasce più fragili della popolazione, come gli anziani, che possono beneficiare di cure più vicine e facilmente accessibili. La possibilità di evitare doppi accessi o procedure complicate rappresenta un miglioramento concreto nella qualità della vita.
Riduzione dei costi diretti e indiretti
Oltre ai risparmi diretti, la riforma ha inciso anche sui costi indiretti del sistema sanitario. La distribuzione territoriale dei farmaci consente infatti di ridurre spese legate a:
- logistica e trasporto
- gestione delle scorte
- sicurezza dei magazzini
- personale dedicato
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda i furti nelle farmacie ospedaliere, che rappresentano un costo rilevante per il sistema. Negli ultimi anni si sono registrati diversi episodi, con perdite milionarie. La riduzione della centralizzazione delle scorte contribuisce a limitare questo fenomeno, aumentando la sicurezza complessiva.
Una sanità più vicina al territorio
La riforma punta a costruire un modello sanitario basato sulla prossimità e sull’integrazione dei servizi. L’obiettivo è quello di portare il farmaco sempre più vicino al cittadino, adattando il sistema alle reali esigenze di cura.
In questo contesto, assume un ruolo strategico la farmacia dei servizi, considerata un presidio fondamentale della rete territoriale. Le farmacie non sono più solo punti di distribuzione, ma diventano luoghi di assistenza, monitoraggio e supporto al paziente.
Questo approccio favorisce una maggiore continuità terapeutica e permette di migliorare l’aderenza alle cure, elemento chiave per l’efficacia dei trattamenti.
Prospettive future della riforma
Il percorso di rinnovamento non si conclude con i risultati raggiunti finora. La riforma rappresenta infatti una direttrice strutturale di cambiamento, destinata a evolversi nel tempo.
Tra le possibili evoluzioni, si valuta l’estensione della riclassificazione ad altri farmaci, in particolare nell’ambito delle terapie per il diabete. L’obiettivo è continuare a migliorare l’accessibilità, mantenendo al contempo la sostenibilità economica del sistema.
Il modello sanitario del futuro sarà sempre più orientato a:
- semplificare i percorsi di cura
- integrare assistenza e territorio
- garantire equità di accesso
- ottimizzare le risorse disponibili


