Covid Italia e zone, Fedriga: “Lunedì o martedì incontreremo il governo”

Sui contagi Covid-19 “abbiamo chiesto un incontro urgentissimo al governo, ci incontreremo lunedì o al massimo martedì”. Così Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni, a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora. Quanto all’ipotesi zona arancione, ragiona Fedriga, “diventa una misura drammatica per l’economia”, “mettiamo in campo delle misure che possono tutelare la salute, bene primario, e quindi gli ospedali. D’altra parte non possiamo far pagare all’economia, alle imprese, ai ristoratori, al turismo” questo passaggio. “Vogliamo chiudere gli impianti di risalita sulle piste da sci anche questa stagione? Penso sia inaccettabile”, aggiunge.  

“La proposta che io e altri governatori abbiamo avanzato non è di maggiore restrizione” ma “se lasciamo le cose così, vuol dire che in zona arancione le restrizioni valgono per chiunque”. La proposta sarebbe che le misure di restrizione “potrebbero essere non applicate a chi è vaccinato o ha avuto il Covid”. In altre parole, “si potrebbe far vivere in zona bianca vaccinati e chi ha avuto il Covid”. 

Quanto ai contagi in Friuli Venezia Giulia “oggi ci sono 533 positivi”, poco meno di ieri, spiega il governatore, e “speriamo che vi sia una stabilizzazione della curva. Quello che particolarmente mi preoccupa sono le ospedalizzazioni perché quello è il dramma della pandemia”.  

“Chiudere i confini? No, abbiamo chiesto di fare i controlli del Green pass ai confini, così come ha fatto Slovenia e Austria, penso che sia un’opera di tutela senza volerci chiudere, ma garantire perlomeno misure sanitarie che possono proteggere la nostra popolazione” afferma il governatore. 

“Ricevo quotidianamente minacce da una parte di estremismo antiscientifico no vax. Non mi diverto a parlare ogni giorno di questi temi, faccio il possibile per far restare tutti in sicurezza, per questa minoranza io sono il nemico, minacciano di ammazzarmi, è una follia” dice Fedriga. Riceve quotidianamente minacce di morte? “Ne ho una collezione ormai, è una cosa quotidiana, mi scrivono via mail, via lettera. Ma non mi fanno paura queste cose”. 

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