Covid, Clementi: “Malattia è cambiata, virus si sta adattando” 

“Non ho detto che è cambiato il virus, è cambiata la malattia. Il virus sta entrando nella nostra società in modo tale da rimanerci, ma spero non darà fastidio più di tanto in futuro”. Sono le parole del professor Massimo Clementi, direttore del laboratorio di Microbiologia e Virologia all’ospedale San Raffaele di Milano, a Tgcom24. 

“Non so se pagheremo care queste vacanze o se saranno un elemento di riflessione. Partirei da quanto ha detto il ministro Speranza: ha detto che la malattia è cambiata, le terapie intensive si stanno svuotando”. La situazione attuale “apre la porta ad una riapertura delle scuole in tranquillità, Speranza lo ha detto in maniera chiara. Si potrà procedere ad una tornata elettorale tranquilla. C’è anche un distacco da atteggiamenti iperprudenti”, ispirati in passato alla convinzione che “il virus non sarebbe cambiato. Oggi abbiamo gli stessi soggetti infettati di 3 mesi fa ma il numero di persone che richiedono l’ospedalizzazione è bassissimo. Non ho detto che è cambiato il virus, è cambiata la malattia. Il virus sta entrando nella nostra società in modo tale da rimanerci, ma spero non darà fastidio più di tanto in futuro”. “Con la medicina territoriale che consente di diagnosticare, tracciare e isolare i casi si combatte l’infezione soprattutto tra i soggetti giovani, che sono asintomatici 90 volte su 100”, afferma ancora. 

“Molti studi dicono che questo virus sta sviluppando un processo di adattamento all’uomo. Saranno importanti i servizi territoriali, sarà importante la gestione di abitudini e comportamenti per affrontare questa situazione che, tra l’altro, affrontiamo per altre centinaia di virus che a volte ci infettano e a volte no. Se quotidianamente diciamo che ci sono 1000-1500 persone che si contagiano, diciamo cose che non servono. Dovremo dire quante persone si infettano con il citomegalovirus…”, osserva. “Nessuno può escludere che ci siano focolai e che ci sia una riattivazione dell’infezione, ma è stato visto che gli asintomatici infettano meno frequentemente e spesso con cariche virali basse. Il trend che si sta osservando in tutto il mondo, Stati Uniti inclusi, evidenzia che l’epidemia sta andando meglio”, dice ancora. “Non credo che dire la verità sia un impulso a non tenere comportamenti adeguati. Con un’informazione corretta, le persone avrebbero comportamenti ancor più rispondenti ai criteri” fondamentali. 

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