Coronavirus, virologo: “Onda di casi molto alta non affrontabile” 

“I contagi crescono e se continuano a crescere potranno mettere in seria crisi il nostro sistema sanitario. Come già detto, noi siamo in grado di affrontare e mitigare un’onda lunga di nuovi casi” di nuovo coronavirus, “non un’onda molto alta”. Lo sottolinea Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e presidente della Società italiana terapia anti-infettiva (Sita), che in un post su Facebook invita ad “applicare fedelmente tutto ciò che viene raccomandato dall’Iss”, l’Istituto superiore di sanità, “onde evitare che i contagi crescano ancora e possano mettere gli ospedali in ulteriore difficoltà”. 

“Molti hanno visto nel mio atteggiamento non catastrofista la ragione per evitare di seguire le regole che abbiamo raccomandato e stressato dal primo giorno. Il mio messaggio voleva e vuole essere rassicurante, ma non banalizzante – precisa l’esperto – Chi lo ha interpretato diversamente lo ha fatto solo per giustificare propri interessi e comportamenti. La notizia positiva – sottolinea il virologo – rimane quella che nel 97-98% dei casi da questa infezione si guarisce (vedremo i numeri di letalità alla fine)”, anche perché “è probabile che attualmente in Italia ci siano molti più casi di quelli riportati (almeno x4 o x5)”. 

“La letalità più bassa di altre infezioni è sicuramente un fatto positivo”, evidenzia Bassetti, “ma occorre ora applicare fedelmente” quanto raccomandato dall’Iss. Ovvero, ricorda: “Evitare di uscire di casa e avere contatti con altre persone se si ha febbre e/o tosse; evitare di andare al pronto soccorso se si hanno questi sintomi, salvo non vi sia indicazione ad andarci per condizioni gravi e/o consiglio del proprio medico; evitare luoghi o situazioni affollate; tenere a casa le persone anziane, specie se hanno altri problemi di salute; lavarsi accuratamente le mani più volte al giorno; disinfettare le varie superfici più volte al giorno compreso il cellulare; rispettare le indicazioni del ministero e le altre regole del buon senso e della buona educazione civica”. 

“Non è il tempo della polemica, dobbiamo essere tutti uniti – ammonisce lo specialista – Solo così potremmo vincere. Noi infettivologi, insieme ai colleghi del pronto soccorso e della rianimazione, siamo in prima linea negli ospedali per curare al meglio tutti. Stiamo facendo il massimo, ma abbiamo bisogno della collaborazione di tutti”. 

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