Coronavirus, Oms: “Verso i 100mila casi confermati” 

“Nelle ultime 24 ore, sono stati riportati 2.736 casi di Covid-19 in 47 Paesi. Abbiamo un totale di 98.023 casi in tutto il mondo e 3.380 morti. Stiamo per raggiungere i 100.000 casi confermati”. Lo ha affermato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, in conferenza stampa a Ginevra sul coronavirus. 

“Continuiamo a dire ai Paesi – ha proseguito – di mettere in pratica misure di contenimento, diagnosi e presa in carico perché ogni giorno che guadagnamo frenando i contagi, guadagnamo tempo per prepararci, per trovare un vaccino e salvare vite”. 

“Italia sta reagendo energicamente” 

Ghebreyesus ha poi ribadito che “anche se la Cina è un grande produttore di farmaci e ingredienti attivi, non abbiamo rilevato carenze di medicinali, perché le aziende hanno a disposizione altre fonti di approvvigionamento”. 

“Finora l’Oms ha ricevuto richieste di revisione e approvazione per 40 test diagnostici, 20 vaccini sono in fase di sviluppo e sono in corso numerosi studi clinici sulle terapie” contro il nuovo coronavirus, ha ricordato il direttore generale. 

“L’Oms ha sviluppato un elenco di oltre 20 dispositivi medici essenziali di cui i Paesi hanno bisogno per gestire Covid-19, inclusi i ventilatori e i sistemi di approvvigionamento di ossigeno: l’accesso all’ossigeno medico potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte di alcuni pazienti, ma esiste già una carenza in molti Paesi, che potrebbe essere esacerbata da questa epidemia”. “L’Oms – ha ricordato – ha già un gruppo di lavoro esistente con Gates Foundation, Clinton Health Access Initiative e Path e stiamo sviluppando questa partnership per aumentare l’accesso all’ossigeno”. 

Secondo quanto ha evidenziato Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico per il coronavirus dell’unità malattie emergenti dellOms, “stabilire il tasso di mortalità è molto importante per ogni malattia. Fin dall’inizio stiamo misurando la trasmissibilità e la severità di questo virus. Ma abbiamo spiegato che ci sono difficoltà nel capire quale sia il reale tasso di mortalità e molti studi dicono perché questo è difficile”. “Sembra che si tratti di semplice aritmetica” ma non è così, ha spiegato l’esperta, “potremo calcolare meglio questo valore grazie ai test sierologici che sono in corso. Intanto stiamo usando diversi modelli matematici, ma che non ci danno un valore preciso, ci vorrà del tempo per ottenerlo”. 

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