Coronavirus, nuovo schema Ue: aiuti a liquidità e compensazioni 

La Commissione Europea ha inviato agli Stati membri dell’Ue dopo l’Eurogruppo di ieri sera, per consultazione, una proposta di un nuovo schema temporaneo per gli aiuti al sistema economico, che mira a rendere più semplice ed efficace la lotta agli effetti recessivi della Covid-19. Sono previsti aiuti in varia forma, dall’erogazione diretta di fondi alle garanzie su prestiti bancari. 

La base giuridica, come preannunciato dalla vicepresidente esecutiva Margrethe Vestager, è l’articolo 107.3.b del Trattato sul Funzionamento dell’Ue, che scatta quando si verifica una seria turbativa nell’economia Ue, come in questo caso. Per contrastare l’impatto economico della Covid-19, dice la Vestager, “bisogna agire velocemente e in modo coordinato”. Il nuovo schema “si applicherà in tutta l’Unione”, specifica la politica danese. “Puntiamo ad avere lo schema funzionante tra pochi giorni”, aggiunge.  

Il nuovo quadro, aggiunge la vicepresidente, consentirà “compensazioni” che saranno utili “in particolare ai settori che sono colpiti più duramente. Per esempio, se vogliamo minimizzare licenziamenti permanenti e danni al settore europeo dell’aviazione civile, bisogna agire con urgenza”. Alle compagnie aeree “possono essere corrisposte compensazioni a norma dell’articolo 102.2.b del Tfeu per i danni subiti dalla pandemia, anche se hanno ricevuto aiuti di Stato negli ultimi dieci anni”, continua Vestager. 

Per gli Stati membri la Commissione ha creato una casella mail e una linea telefonica dedicate, funzionanti “sette giorni su sette. La Commissione – conclude Margrethe Vestager – continuerà a fornire il sostegno necessario ai governi e ai cittadini”.  

Lo schema, in particolare, consentirà quattro tipi di aiuti di Stato: stanziamenti diretti o sgravi fiscali, “fino a 500mila euro per impresa, per aiutare ad affrontare urgenti necessità di liquidità” aiuti sotto forma di garanzie sovvenzionate su prestiti bancari; aiuti sotto forma di prestiti, pubblici o privati, a tassi di interesse sovvenzionati. 

Una quarta misura è diretta specificamente al settore bancario: se un Paese membro deciderà di canalizzare gli aiuti alle imprese tramite il settore bancario, saranno considerati aiuti ai clienti delle banche, e non alle banche stesse. A questo fine, lo schema prevede linee guida per assicurarsi che gli aiuti arrivino effettivamente ai destinatari finali. 

Se una banca dovesse avere bisogno di aiuti a causa di danni provocati direttamente dalla pandemia, tali aiuti non verrebbero considerati aiuti di Stato. In linea generale, tutte le società che hanno avuto difficoltà dopo il 31 dicembre 2019 possono chiedere aiuti, secondo lo schema; questo per evitare che si finisca per aiutare anche società che avevano problemi prima dello scoppio dell’epidemia. 

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