Coronavirus, negli Usa più di 200mila morti 

Il bilancio delle vittime del coronavirus negli Stati Uniti ha superato quota 200mila. Secondo gli ultimi dati raccolti dalla Johns Hopkins University, sarebbero per l’esattezza 200.182, un macabro traguardo raggiunto quasi sette mesi dopo l’annuncio della prima fatalità a fine febbraio. 

Gli Stati Uniti detengono il più alto numero di vittime nel mondo (circa 70.000 in più del Brasile, al secondo posto), nonché una delle cifre peggiori su base pro capite, anche se le diverse metodologie tra i paesi rendono i confronti inesatti. Nonostante gli Stati Uniti contino meno del 5% della popolazione mondiale, rappresentano circa il 20% delle morti conosciute per il virus. 

Il paese è anche leader mondiale nel numero di casi confermati, arrivati a oltre 6,8 milioni, seguito da India (5,5 milioni) e Brasile (4,5). Il tracker dell’università di Baltimora, sulla base dei dati delle autorità sanitarie locali, ha stimato le morti globali a oltre 965.000 e le infezioni a oltre 31 milioni. Per la Johns Hopkins, le vittime globali sarebbero 966,152, mentre i casi di infezioni 31,389,682. 

“Duecentomila americani sono morti per il virus. E’ un numero sconcertante del quale è difficile capacitarsi”. Lo scrive in un tweet il candidato democratico alla Casa Bianca, Joe Biden, dopo l’ultimo aggiornamento sulle vittime del covid negli Stati Uniti, ricordando che dietro “ogni morto per il coronavirus c’è una famiglia ed una comunità che non sarà mai più la stessa: è un bilancio umano devastante a questa pandemia e non possiamo dimenticarlo”. 

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