Speciale Coronavirus

Covid Piemonte, oggi 883 contagi e 80 morti: il bollettino 

Sono 883 i nuovi contagi da Coronavirus in Piemonte, secondo il bollettino di oggi. Si registrano altri 80 morti. I casi delle ultime 24 ore sono pari al 5,1% dei 17.249 tamponi eseguiti.  

Il totale dei casi positivi diventa quindi 189.270: sono 16.711 ad Alessandria, 9.247 ad Asti, 6.584 a Biella, 26.181 a Cuneo, 14.743 a Novara, 99.781 a Torino, 7.122 a Vercelli, 6.326 a Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.001 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 1.594 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale. 

I ricoverati in terapia intensiva sono 240 (-17 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 3.597 (-101). Le persone in isolamento domiciliare sono 41.706. I tamponi diagnostici finora processati sono 1.819.188 (+17.249), di cui 871.067 risultati negativi. 

Covid Abruzzo, 246 nuovi casi e 18 morti: il bollettino  

Sono 246 i nuovi casi di coronavirus in Abruzzo secondo l’ultimo bollettino di oggi. Registrati inoltre 18 decessi.  

I casi positivi al Covid-19 registrati in Abruzzo dall’inizio dell’emergenza sono complessivamente 32.874. Il bilancio dei pazienti deceduti è di 1.102 morti. Gli attualmente positivi in Abruzzo sono 13.425 (-561 rispetto a ieri). 

Covid, Viola: “In Veneto non va tutto bene, contagi aumentano” 

“Non è vero che da noi va tutto bene solo che troviamo più positivi perché facciamo più tamponi degli altri: non avremmo gli ospedali in crisi e un numero di morti così alto”. Cosi l’immunologa dell’Università di Padova Antonella Viola commenta su Facebook i dati epidemiologici del Veneto cercando di spiegare il perché in Veneto i contagi da coronavirus aumentano.  

“Quando si è deciso di attribuire alle varie Regioni i colori sulla base della diffusione del contagio e degli altri parametri identificati dal Governo, il Veneto partiva da un’alta diffusione del virus (numero di contagi e Rt) ma – ricorda Viola – è riuscito ad evitare la zona arancione grazie alla bontà degli altri indicatori (diagnostica e cura). Ma naturalmente il virus ha continuato a circolare anche a causa dei comportamenti scorretti di molti e dell’assenza di controlli. Quindi non c’è nessun mistero, semplicemente questo ci dice che i criteri vanno rivisti perché non funzionano bene, nel senso che vanno pesati in modo diverso se si vuole ridurre il contagio”. 

Covid, a Roma 700 casi in un giorno: “Segnale negativo”  

“Roma città sale sopra i 700 casi (767) di coronavirus. Il dato odierno supera di 109 casi il dato del giovedì della scorsa settimana. Un segnale negativo che potrebbe indicare una inversione di tendenza che dobbiamo evitare. Ora servono senza indugi misure nazionali”. Lo chiede l’assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio Alessio D’Amato nel bollettino al termine dell’odierna videoconferenza della task-force regionale per il Covid-19 con i direttori generali delle asl e aziende ospedaliere, policlinici universitari e l’ospedale pediatrico Bambino Gesù. 

Oggi nel Lazio si registrano 1.597 nuovi contagi da coronavirus (+377), 57 morti (+17) e il record dei guariti che sono +4.177. Aumentano i casi e le terapie intensive, calano i ricoveri. Lo annuncia l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato nel bollettino. 

Italia zona rossa a Natale, Galli: “Non so se basterà” 

Otto giorni di zona rossa, a singhiozzo per coprire Natale e Capodanno, possono bastare a impedire un rimbalzo di Covid-19? “Me lo auguro, ma a questo punto non lo so”. L’infettivologo Massimo Galli è cauto sui possibili effetti ‘protettivi’ della strategia che sarebbe al vaglio del Governo per le feste.  

Motivo della perplessità: “In realtà, perché ci sono stati diversi giorni in cui le cose sono andate in un altro modo”, spiega all’Adnkronos Salute il primario dell’ospedale Sacco di Milano e docente all’università Statale del capoluogo lombardo. Il riferimento è ai danni che potrebbero essersi già innestati in queste settimane di allentamenti delle restrizioni in diverse regioni e di zona gialla diffusa. “Ovviamente sì, il timore è questo – sottolinea – vediamo come andrà”.  

Che la zona gialla non funzionasse, “era un evento assolutamente atteso – osserva Galli – Più restrizioni si mettono in atto, più si limita la possibilità di contagio e il rischio che l’epidemia di Sars-CoV-2 si diffonda”. Se l’Italia valuta questa linea con misure più rigide proprio a ridosso del 25 e del 31 dicembre, altri Paesi come la Germania hanno optato invece per un lockdown ‘duro’ e più prolungato. Per i tedeschi ad esempio è già scattato e le misure rafforzate di chiusure resteranno in vigore fino al 10 gennaio.  

Il Belpaese avrebbe dovuto forse seguire questa scia? “Credo – fa notare al riguardo l’infettivologo – che le decisioni dei governi degli altri Paesi siano giustificate”. Quanto all’Italia, “che dire? Siamo a un punto tale per cui finalmente almeno è stata data un’indicazione precisa” di quello che succederà sotto le feste. “Speriamo venga applicata e che la cosa ci tenga fuori dai guai”, auspica Galli. 

Covid Usa, superati i 17 mln di casi 

Negli Usa è stata superata la soglia psicologica dei 17 milioni di casi di coronavirus. Secondo il monitoraggio della Johns Hopkins University, dall’inizio della pandemia sono stati confermati nel Paese 17.000.408 casi di infezione, con 307.770 decessi accertati. Negli Stati Uniti da giorni è stata avviata la campagna di vaccinazione anti coronavirus, utilizzando il farmaco prodotto da Pfizer-BioNTech. L’Fda, l’ente regolatore Usa, ha avviato il processo di autorizzazione anche all’impiego d’emergenza del vaccino prodotto da Moderna.  

Coronavirus Calabria, 160 nuovi casi e altri 5 morti: il bollettino 

In Calabria sono 160 i nuovi contagi da coronavirus secondo il bollettino di oggi comunicato dal dipartimento Tutela della Salute e 5 decessi. A oggi sono stati sottoposti a test 392.579 soggetti per un totale di tamponi eseguiti 406.971 (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test). Le persone risultate positive al Coronavirus sono 20.491, quelle negative 372.088. Sono 296 i ricoverati (-22), 21 persone in terapia intensiva (-1), 11.131 guariti/dimessi (+85) e 408 decessi (+5).  

Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti: Cosenza: CASI ATTIVI 4.609 (74 in reparto Azienda ospedaliera Cosenza; 11 in reparto al presidio di Rossano e 19 al presidio ospedaliero di Cetraro; 4 all’ospedale da campo; 10 in terapia intensiva, 4491 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 1.896 (1720 guariti, 176 deceduti). Catanzaro: CASI ATTIVI 1.381 (21 in reparto all’Azienda ospedaliera di Catanzaro; 13 in reparto al presidio ospedaliero di Lamezia Terme; 9 all’Azienda ospedaliera universitaria Mater Domini; 3 in terapia intensiva; 1.335 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 1.537 (1.456 guariti, 81 deceduti). Crotone: CASI ATTIVI 687 (35 in reparto; 652 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 1.376 (1.352 guariti, 24 deceduti).  Vibo Valentia: CASI ATTIVI 231 (13 ricoverati, 218 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 955 (929 guariti, 26 deceduti).  

Reggio Calabria: CASI ATTIVI 1.890 (81 in reparto; 16 presidio ospedaliero di Gioia Tauro; 8 in terapia intensiva; 1785 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 5.571 (5470 guariti, 101 deceduti). Altra Regione o stato estero: CASI ATTIVI 154 (154 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 204 (204 guariti). I casi confermati oggi sono così suddivisi: Cosenza 55, Catanzaro 36, Crotone 13, Vibo Valentia 14, Reggio Calabria 42. Altra Regione o stato estero 0. Dall’ultima rilevazione, le persone che si sono registrate sul portale della Regione Calabria per comunicare la loro presenza sul territorio regionale sono in totale 797.  

Nel conteggio sono compresi anche i due pazienti di Bergamo trasferiti a Catanzaro, mentre non sono compresi i numeri del contagio pervenuti dopo la comunicazione dei dati alla Protezione civile. Ottanta dei positivi del setting fuori Regione/Stato estero sono inseriti nel totale dei casi dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza in quanto ne monitora l’andamento. 

Covid, Viminale: “Rafforzati controlli in locali e aree ritrovo giovani” 

Nel corso del comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, è stato previsto il rafforzamento della attività di controllo del territorio, anche in funzione di contrasto dei cosiddetti reati di strada, suscettibili di incremento in ragione della maggiore circolazione di persone e delle merci. Per la prevenzione dal rischio contagio da coronavirus, mirate attività di controllo interesseranno i locali pubblici e di intrattenimento, nonché le aree abitualmente ritrovo di giovani.  

In vista della intensificazione degli spostamenti, legata alla entrata in vigore, dal prossimo 21 dicembre, di ulteriori misure restrittive della mobilità del territorio nazionale, saranno poi pianificati specifici servizi sulla rete viaria stradale ed autostradale e, per evitare assembramenti, nelle stazioni ferroviarie, portuali e aeroportuali, nonché presso i terminal di trasporto pubblico. 

Vaccini e reazioni, gli esperti: “Sono rarissime” 

“Secondo la letteratura scientifica disponibile, le reazioni allergiche ai vaccini sono eventi estremamente rari che si possono potenzialmente verificare con tutte le tipologie di vaccino”. Lo sottolineano gli esperti dell’Associazione allergologi immunologi italiani territoriali e ospedalieri (Aaiito), che dopo alcuni episodi segnalati a seguito della somministrazione del vaccino anti-Covid di Pfizer/BioNTech ci tengono a tranquillizzare i pazienti: nemmeno quelli che hanno avuto in passato forme allergiche gravi dovrebbero essere automaticamente esclusi dalla campagna di profilassi contro Sars-CoV-2, sostengono gli specialisti lanciando tre proposte alle Istituzioni. Fra le altre, la creazione di un Registro delle reazioni allergiche.  

In una nota firmata dal presidente Riccardo Asero, Aaiito suggerisce innanzitutto di “programmare una comunicazione puntuale volta a rassicurare i circa 15 milioni di italiani che vario titolo sono affetti da una forma di allergia lieve e comunque non grave, che temendo una possibile reazione allergica potrebbero scegliere di non aderire alla campagna vaccinale”. L’Associazione chiede inoltre di “non escludere a priori dalla prossima campagna vaccinale le persone con gravi pregresse allergie, considerando la possibilità di programmare la vaccinazione in ambiente protetto presso le strutture di allergologia distribuite sul territorio nazionale”. 

Infine, propone di “istituire un Registro delle reazioni allergiche da vaccino mRna BNT162b2” di Pfizer/BioNTech, “in modo da potere studiare approfonditamente dal punto di vista allergologico questi soggetti e identificare eventuali fattori di rischio da applicare alla popolazione generale in attesa di vaccinazione”. 

“Le reazioni vaccinali, oltre ad essere estremamente rare, sono anche imprevedibili – evidenziano gli allergologi – come dimostrato dall’ultimo caso segnalato negli Stati Uniti” in Alaska, in un’operatrice sanitaria “che non sembrava presentare alcun fattore di rischio per gravi allergie pregresse. In tutte le campagne vaccinali sono sempre previsti dei protocolli di monitoraggio delle reazioni allergiche, post somministrazione del vaccino”, ricordano poi gli esperti Aaiito.  

“Secondo la World Allergy Organ – aggiungono – gli unici fattori di rischio, che la letteratura scientifica considera, per reazioni allergiche vaccinali sono la pregressa reazione allergica al vaccino e una sottostante mastocitosi. Pertanto, considerato che l’attuale campagna vaccinale con mRna BNT162b2 non ha un pregresso, non è possibile analizzare uno storico”. 

Gli allergologi fanno infine notare che “nel Regno Unito, a ieri, non si sono verificate altre reazioni vaccinali su oltre 138.000 pazienti trattati dopo le prime due segnalate”. E concludono: “Alla luce della segnalata possibile reattività al polietilenglicole (Peg) presente nel vaccino mRna BNT162b2, in corso di somministrazione nel Regno Unito, negli Usa e auspicabilmente a breve in Italia, i pazienti a cui somministrare il vaccino in condizioni protette potrebbero eventualmente comprendere anche i soggetti con comprovata storia di reazioni allergiche a farmaci contenenti Peg, di cui è disponibile elenco”. 

Covid Valle d’Aosta, 2 decessi e 19 nuovi casi: il bollettino 

In Valle d’Aosta si registrano 2 nuovi decessi, che portano il totale a 362, e 19 nuovi casi di coronavirus (per 495 casi positivi attuali, -28 rispetto a ieri). E’ quanto emerge dal bollettino di oggi della Regione. Sono 70 i ricoverati in ospedale, otto in terapia intensiva, e 417 in isolamento domiciliare. Da inizio epidemia i casi positivi totali sono 6962, i guariti sono 6105, +45 rispetto a ieri mentre i tamponi fino ad oggi effettuati sono 67.339, + 311, di cui 7973 processati con test antigienico rapido.  

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