Calenda: “Nulla contro le primarie ma le difficoltà sono oggettive” 

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“La mia non è una contrarietà alle primarie, ne discuterò ancora con loro ma è oggettivo che siamo in grandissima difficoltà”. Lo ha detto Carlo Calenda in una diretta Facebook sulla sua candidatura a sindaco di Roma. “Sono loro che hanno detto, bisogna trovare un nome per evitare le primarie. Non ho coniato io il termine sette nani, è odioso, l’hanno fatto loro -ha spiegato il leader di Azione-. Le primarie non si fanno a Napoli, il Pd lo ha deciso. Non si sono fatte nei 4/5 di regioni in cui si è andati al voto, come è che esce fuori adesso di fare le primarie?”. “Io non ho una contrarietà di principio, voglio solo la garanzia che siano primarie vere, con larga affluenza e partecipate -ha proseguito Calenda-. La domanda che ho posto è, siete sicuri delle primarie in epoca Covid? Mentre chiedete maggiore restrizioni? E se non le facciamo ora, quando le facciamo, a marzo? E da qui a marzo cosa facciamo? Io oggi ho ricevuto un numero di attacchi dal Pd mai ricevuti, in un giorno. Facciamo così fino a marzo? Non ha senso”. “Il Pd a Roma la pensa come me, che con la Raggi non si possa fare niente”. 

“Dalla prossima settimana parto a spron battuto, andando soprattutto nelle periferie. Ci vive il 70% dei romani, fuori dal Gra è l’unica area di Roma che cresce, ci sono più giovani, famiglie, bambini e meno servizi. Quel tema lì sarà centrale”. “Non c’è un singolo indicatore della città che non sia peggiorato, la Raggi non è la causa ma ha peggiorato la situazione”, ha spiegato il leader di Azione aggiungendo: “Per capire l’anarchia che c’è, faccio sempre l’esempio di uno che si è disegnato da solo le strisce pedonali davanti casa mia”. Calenda ha chiarito: “Bisogna essere il più coesivi possibili, cercando di prendere energie. Nello sfascio di Roma ci sono migliaia di associazioni che si sono prese carico dei problemi, quelle vanno portati in politica”.  

“Va allargato il campo alle persone che sostengono i partiti e movimenti che si riconoscono nella coalizione che in Europa sostiene Ursula von der Leyen, che poi sono le grandi famiglie politiche europee dei popolari, dei liberali e dei socialdemocratici”. “Se verrò eletto sindaco smetterò di fare il parlamentare europeo. Ci sono stati dei sindaci parlamentari europei, Veltroni e Albertini, ma io credo non si possano fare le due cose insieme”.  

 

 

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