Calabria, Loiero: “Basta commissari, in 10 anni non hanno risolto” 

Stop alla stagione dei commissariamenti, l’amministrazione della sanità torni in mano “ad un bravo assessore, esperto di conti, che conosca il territorio e i suoi bisogni”. Agazio Loiero, presidente della Regione Calabria fino al 2010, fu l’ultimo che riuscì ad evitare la nomina di un commissario da parte del governo nazionale e ritiene che sia arrivato il momento di chiudere questo capitolo e di affidare nuovamente al territorio la gestione della sanità.  

“Era il 2009 – racconta Loiero all’Adnkronos – e fui convocato in Consiglio dei ministri perché il governo riteneva necessario nominare un commissario alla Sanità a causa del debito alto che si era accumulato. Fu un confronto molto aspro, fui attaccato duramente e c’era una chiara ostilità nei miei confronti da parte della Lega, che non avevo esitato a criticare per la sua politica nei confronti del Meridione”. 

“Ci fu una discussione lunga e devo dire che Berlusconi ascoltò attentamente le mie ragioni -prosegue l’ex presidente della Calabria- anche perché illustrai un piano di rientro molto particolareggiato, che avevo preparato coadiuvato dei tecnici dell’assessorato e dall’Agenas. Alla fine il presidente del Consiglio propose allora di nominarmi come commissario”. 

“Io non accettai – ricorda ancora Loiero – nonostante avessi potuto avere una serie di poteri come ad esempio quello di nominare manager di mia fiducia. Di contro però ci sarebbe stato il blocco del turnover e la necessità di aumentare al massimo le aliquote fiscali, con un fardello inaccettabile per i cittadini calabresi”.  

“Arrivai a minacciare le dimissioni e così, piuttosto che correre il rischio che passassi per vittima, il governo decise di rinunciare al commissariamento. Ma fu solo una questione di mesi, visto che nel 2010 persi le elezioni e con la Giunta Scopelliti il commissario arrivò”. 

E a distanza di dieci anni, lamenta Loiero, “la situazione resta drammatica”. Quali le cause? “I commissari -risponde Loiero- spesso non hanno le competenze indispensabili in materia sanitaria e per quanto riguarda la contabilità regionale”. E anche le ultime nomine e quelle che vengono ipotizzate non fanno eccezione. 

“Cotticelli -spiega l’ex presidente della Regione Calabria- è persona rispettabili ma non aveva le conoscenze e le attitudini specifiche per un incarico del genere. Zuccatelli aveva invece una buona esperienza su queste materie, ma quella dichiarazione disastrosa ha reso inevitabili le sue dimissioni”.  

“Anche Gaudio è persona di qualità, ma un conto è il ritmo accademico e un altro l’inferno calabrese. Strada, infine, è personalità indubbiamente forte, ma le qualità di medico non bastano, occorre essere esperti di organizzazione sanitaria”. 

Che fare allora? “Penso che dopo le elezioni -risponde Loiero -la stagione dei commissariamenti dovrà necessariamente terminare, anche perché in nessun’altra regione italiana si è arrivati ad un periodo così lungo, né sarebbe accettabile. Si può ad esempio immaginare una situazione del genere in Lombardia?”. 

“E allora -conclude l’ex presidente della Regione Calabria- si nomini un bravo assessore alla Sanità, esperto di conti, che conosca il territorio e i suoi bisogni e con grande impegno riesca a risollevare il settore, attingendo a tutte le risorse disponibili. Basti pensare che se si accedesse al Mes, per la nostra regione ci sarebbero a disposizione un miliardo e duecento milioni di euro”.  

Leggi anche...

Le Fonti TOP 50 2024-2025

I più recenti

A Palazzo Mezzanotte la XVI edizione dei Le Fonti Awards

Le Fonti Awards® 2026: il 5 marzo a Milano la XVI edizione dell’eccellenza business internazionale

Alpha General Contractor trionfa ai Le Fonti Awards 2025

MAVE SOLUTIONS premiata ai Le Fonti Awards 2025

Newsletter

Iscriviti ora per rimanere aggiornato su tutti i temi inerenti la salute.