Aspi: “Proposta recepisce richieste del governo”  

L'atteso Consiglio dei ministri che dovrebbe affrontare l'affaire Aspi è previsto domani alle 11. Domani torna a riunirsi anche il consiglio di amministrazione di Atlantia per un esame della vicenda Aspi. Lo si apprende da fonti vicine al dossier. Il board...

L’atteso Consiglio dei ministri che dovrebbe affrontare l’affaire Aspi è previsto domani alle 11. Domani torna a riunirsi anche il consiglio di amministrazione di Atlantia per un esame della vicenda Aspi. Lo si apprende da fonti vicine al dossier. Il board non dovrebbe assumere decisioni ma valutare la situazione alla luce degli ultimi sviluppi. 

Intanto Autostrade per l’Italia, per garantire la massima trasparenza verso il mercato, investitori e finanziatori e l’opinione pubblica rende nota la lettera dell’11 luglio 2020 indirizzata ai Ministeri competenti, di cui la stampa ha riportato ampi stralci. La lettera fa seguito all’incontro tenutosi il 9 luglio presso il Mit, volto alla definizione della procedura del presunto grave inadempimento in corso, e recepisce le indicazioni ricevute in tale sede dai rappresentanti istituzionali. E’ quanto si legge in una nota della società nell’auspicare che le decisioni che verranno assunte siano basate solo ed esclusivamente su aspetti di tipo giuridico, tecnico, sociale ed economico e tengano conto del patrimonio industriale unico rappresentato dalla società e degli interessi dei suoi 7.000 lavoratori, dei 17.000 piccoli risparmiatori – che detengono una quota del debito – e delle migliaia di creditori commerciali e fornitori, che rappresentano una quota assolutamente rilevante del comparto produttivo del Paese.  

Nello specifico, in caso di accettazione della proposta, Aspi ha aumentato da 2,9 miliardi a 3,4 miliardi l’importo totalmente a proprio carico da destinare a riduzioni tariffarie, a interventi aggiuntivi di manutenzione e a interventi per la ricostruzione del viadotto sul Polcevera. Verrebbe inoltre recepito il regime tariffario regolato dalle delibere dell’Art, sulla base delle risultanze concordate al tavolo tecnico svoltosi al Mef, con l’impegno ad aggiornare il Piano Economico Finanziario entro 7 giorni dall’accettazione della nuova proposta. 

E’ stata formulata anche una proposta di ridefinizione dell’art. 9 della Concessione relativa alla regolamentazione dei casi di inadempimento e decadenza – previa verifica con esperti indipendenti con comprovata esperienza delle condizioni di bancabilità del piano degli investimenti previsti – ed è stata comunicata la volontà di rinunciare a tutti i ricorsi presentati nei confronti della parte pubblica. La società ha inoltre dato disponibilità a valutare l’apertura del proprio capitale a investitori terzi pubblici e privati, a supporto del rilevantissimo piano degli investimenti previsto dal Piano di Trasformazione. 

La proposta formulata da Aspi l’11 luglio, sottolinea la società, è l’esito di un confronto negoziale iniziato circa un anno fa e che ha visto la società formulare diverse proposte, sempre migliorative, con oltre 10 lettere inviate all’Esecutivo. La missiva dello scorso sabato aderisce alle ultime richieste del governo, a riprova dell’impegno complessivo profuso dalla società verso l’interesse pubblico. La società non ha aderito invece alla richiesta di manleva formulata al tavolo a favore della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Mit e del Mef, a fronte di danni civili che potrebbero essere richiesti da terzi a tali istituzioni per loro eventuali responsabilità come conseguenza del tragico crollo del Viadotto sul Polcevera. Con ciò nella prospettiva che ciascuno risponda per le proprie responsabilità, ove fossero accertate, nell’ambito della distinzione dei ruoli tra Concedente e Concessionario. 

LETTERA AL GOVERNO – Nella lettera inviata dall’ad di Aspi, Roberto Tomasi, al governo e pubblicata sul sito si legge che “Aspi si impegna ad assumere ad integrale proprio carico, e senza alcun riconoscimento economico nell’ambito della concessione, l’importo da Voi indicato di euro 3.400 milioni, da destinare sia a riduzioni tariffarie a favore dell’utenza, sia ad interventi aggiuntivi di manutenzione delle infrastrutture in concessione, sia ancora agli interventi per la ricostruzione del viadotto sul Polcevera”. 

Di questa cifra, 1.500 milioni sono destinati “per riduzioni tariffarie da applicarsi d’intesa con il concedente, con le modularità che saranno ritenute migliori per favorire l’utenza, con specifico riguardo a tratte interessate, a partire dall’area ligure, ed ai pendolari. La riduzione, in presenza di particolari situazioni, potrà determinare anche l’azzeramento totale del pedaggio”. Inoltre, 1.200 milioni sono “oneri complessivi relativi alla realizzazione di interventi di manutenzione sulle infrastrutture della rete da eseguire nel periodo regolatorio 2020-2024” e 700 milioni destinati alle “attività di demolizione e ricostruzione del viadotto sul Polcevera e per tutti gli ulteriori oneri connessi”.  

“Aspi si dichiara sin d’ora disponibile, in vista della realizzazione del rilevantissimo piano delle manutenzioni e degli investimenti di cui al precedente punto 2 e della positiva conclusione concordata della procedura di contestazione, a sottoporre al proprio Cda una delibera volta a consentire all’Assemblea degli azionisti di valutare l’apertura del capitale della società a investitori istituzionali terzi pubblici e privati” indica Aspi in un passaggio della lettera al governo. “Il tutto – scrive l’ad Roberto Tomasi – mediante un adeguato aumento di capitale accompagnato da una ridefinizione delle regole di governance della società finalizzate ad assicurare la realizzazione dello sfidante ‘Piano di trasformazione’ oltre alla migliore tutela dell’interesse pubblico, e fermi restando i diritti statutari degli attuali azionisti di minoranza”. 

“In merito – prosegue la lettera – si richiama inoltre la disponibilità della controllante Atlantia a supportare l’apertura del capitale a terzi in sede assembleare, già espressa nella corrispondenza intercorsa fine del 6 febbraio scorso indirizzata al presidente del Consiglio, al ministro dell’Infrastrutture e dei Trasporti e al ministro dell’Economia e delle finanze”. 

 

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