AI in sanità: un valido supporto, ma l’uomo rimane centrale

Pubblicato il primo Report sull’AI in sanità. La relazione OMS considera l’intelligenza artificiale un valido supporto, ma mai in sostituzione all’uomo.

Dopo due anni di indagini e confronto tra esperti, l’OMS pubblica il primo Report “Ethics and governance of artificial intelligence for health” in cui presenta rischi ed eventuali elementi a favore che comporta l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario.

 “Come tutte le nuove tecnologie, l‘intelligenza artificiale ha un potenziale enorme per migliorare la salute di milioni di persone in tutti il mondo, ma come tutte le tecnologie può essere usata in modo improprio e causare danni. Questo nuovo importante rapporto fornisce una guida preziosa per i Paesi su come massimizzare i benefici dell’IA, riducendo al minimo i rischi ed evitando le insidie”.

Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore generale dell’OMS

Come riportato dal Direttore generale OMS nel Rapporto sull’AI in sanità, potenzialmente la tecnologia potrebbe:

  • affinare la diagnosi e l’assistenza clinica, andando a migliorare la ricerca sanitaria e lo sviluppo di farmaci;
  • essere utilizzata per velocizzare screening di patologie specifiche o collaborare alla vigilanza su malattie epidemiche.

Inoltre, l’OMS ha precisato come un utilizzo eccessivo e scorretto dell’AI possa portare a ripercussioni negative (come l’utilizzo sconsiderato di raccolta di dati sensibili). Ad ogni modo, è opportuno tenere presente alcune linee guida stillate dall’OMS a riguardo, da osservare per contenere al minimo i rischi:

  1. proteggere l’autonomia umana sui sistemi sanitari e sulle decisioni mediche;
  2. promuovere il benessere e la sicurezza delle persone e l’interesse pubblico;
  3. garantire trasparenza, chiarezza e intelligibilità;
  4. promuovere responsabilità e responsabilità;
  5. garantire inclusività ed equità;
  6. promuovere un’IA reattiva e sostenibile.

Aspetto etico al centro della questione AI

Rimane però un elemento chiave quello legato all’etica. Infatti, pur dimostrandosi ottimista verso l’AI, l’OMS condanna l’uso eccessivo di strumenti automatizzati. Infatti, sebbene utili, non devono andare a sostituire il contatto umano o la gestione di situazioni di divergenza tra medico e sistema AI.

“I sistemi di intelligenza artificiale devono essere progettati con cura per rispecchiare la diversità dei contesti socioeconomici e sanitari ed essere accompagnati da formazione in competenze digitali, dal coinvolgimento della comunità e da attività di sensibilizzazione. I sistemi basati principalmente sui dati degli individui nei paesi ad alto reddito potrebbero non funzionare adeguatamente per persone che vivono in contesti a basso e medio reddito”.

 Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms

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